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Chiese Barocche - Provincia dell'Aquila

Chiesa di Sant'Antonio de Nardis

Comune:  L'Aquila
Come arrivare:  A24 RM-TE uscita L'Aquila da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ L'Aquila
Notizie:  La chiesa di Sant'Antonio de Nardis è inserita secondo un disegno urbanistico molto interessante in via San Marciano, una della più caratteristiche della città dell'Aquila. L'edificazione ebbe inizio nel 1646, per opera del Cav. Ottavio de Nardis, quando il tracciato viario nel quale la chiesa fu collocata non aveva in sé grande valore urbano essendo scandito da architetture prive di particolare imponenza o connotazione estetica. Con la successiva ricostruzione dell'edificio, seguita al terremoto del 1703, esso fu ulteriormente arricchito in vitalità e varietà di forme, con il risultato finale di una trama abitativa dominata da una sontuosa ed articolata facciata perfettamente inserita nel contesto urbano. L'edificio, a pianta rettangolare concluso da un piccolo quadrato absidale, si pone secondo il proprio asse longitudinale parallelamente alla strada, alla quale offre quindi un prospetto laterale. Si può senza dubbio affermare di essere di fronte ad un perfetto esempio di architettura settecentesca frutto dell'evoluzione stilistica compiuta in quel secolo dalla scuola aquilana. La prima, immediata dimostrazione è data dalla facciata divisa orizzontalmente in due ordini da un robusto cornicione marcapiano e verticalmente in tre sezioni delimitate da paraste tuscaniche. La zona centrale risulta sollevata rispetto alle ali laterali, in relazione ad un'esigenza prettamente estetica, non risultando assolutamente necessaria sotto il profilo strutturale. Tale soluzione, creando un aumento di tensione volumetrica dai lati verso il centro, conferisce al prospetto un particolare vigore plastico. Si inseriscono perfettamente in questo articolato disegno i due portali laterali, chiusi in alto da due corposi timpani ricurvi, e il barocco nicchione centrale con la pregevole statua di S. Antonio. La facciata è tradizionalmente attribuita ad Ercole Ferrara, personalità di spicco dell'ambiente artistico romano seicentesco. Risaltano per la loro connotazione barocca le tre aperture allineate sul secondo ordine, in particolare quella centrale con fregio a timpano rialzato. Il simmetrico ripetersi nei due ordini delle cinque aperture rappresenta un'importante funzione di collegamento tra esterno ed interno, fungendo da filtro tra i due spazi. L'organismo interno consiste in un ambiente rettangolare nel quale trionfano svariate tipologie di decorazione barocca. Una trabeazione, finemente modanata ed arricchita da sottocornici dentate, percorre l'intero spazio parietale e con essa si incrociano paraste corinzie, con capitelli decorati con foglie di acanto. La zona absidale, di estensione contenuta, è coronata da una cupoletta ellittica e da lanternino. L'intero spazio è sovrastato da un ricco soffitto ligneo dorato e cromato, del 1726, opera di Ferdinando Mosca di Pescocostanzo; al suo interno è inserita una grande tela del 1740 realizzata dal Damini e raffigurante Il Trionfo di S. Antonio. Al centro di ciascuno dei lati lunghi è inserito, in un'arcata cieca, un altare con riquadri e colonne in marmo; ai lati vi sono invece antiporte intagliate e dipinte e confessionali lignei al di sopra dei quali spiccano sontuosi cenotafi in stucco. Dalla parete di fondo, completamente liscia, si stacca un organo ligneo dipinto posto su cantoria a parapetto sbalzante, il tutto concluso in basso da un altro barocco cenotafio in stucco. La parete presbiteriale si articola in tre spazi verticali, quello centrale, più ampio che si apre nel vano absidale, e quelli laterali, racchiusi da paraste, riempiti da nicchie con statue poste sopra piccole porte di comunicazione; domina dall'alto dell'arco centrale un fastoso cartiglio sorretto ai lati da due angeli. Alla piccola ma ricchissima abside si accede dal centro di una balaustra in marmo; gli spazi al suo interno sono completamente decorati con stucchi e specchiature marmoree, ai lati due dipinti incorniciati ed al centro il ricco altare maggiore dedicato al Santo, a colonne e timpani e con un pregevolissimo paliotto maiolicato del 1732, opera dei Grue. Differenze formali e materiali fra i due ordini dell'edificio sono rilevabili tanto all'interno quanto all'esterno; la motivazione risiede nelle differenti epoche di realizzazione, appartenendo alla fase seicentesca l'ordine inferiore ed a quella della ricostruzione settecentesca le zone alte sopra i cornicioni, così come il soffitto ligneo, la cupoletta absidale, il parapetto, i due mensoloni di sostegno della cantoria e le due antiporte. È comunque principalmente nell'ornamentazione plastica che in Sant'Antonio de Nardis si manifesta l'arte barocca, creando con la sua evoluzione stilistica, assieme alle architetture del Gesù e del San Filippo, un forte impatto sul percorso architettonico aquilano.
Informazioni:  I.A.T. Tel. 0862/22306; Soprintendenza PSAE dell'Abruzzo tel. 0862-633212; Ufficio I.A.T. tel. 0862-410808; Municipio tel. 0862-6451
Stato di agibilità:  Inagibile
L'Aquila, chiesa di S. Antonio, facciata
L'Aquila, chiesa di S. Antonio, interno