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Chiese medievali Provincia dell'Aquila

Chiesa di Santa Maria ad Cryptas

Comune:  Fossa
Come arrivare:  A24 RM-TE uscita L'Aquila Est/ proseguire lungo la SS 17 direzione Bazzano/ Monticchio/ Fossa da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ L'Aquila/ Bazzano/ Monticchio/ Fossa
Notizie:  La chiesa di Santa Maria ad Cryptas si trova, come molte altre chiese abruzzesi, in un luogo isolato, a circa un chilometro dal paese di Fossa e a qualche chilometro dall'abbazia di Santo Spirito ad Ocre, di cui fu dipendenza per un certo periodo. Essa rappresenta uno dei più begli esempi di architettura duecentesca. Le sue origini però sono più antiche. Alcuni studiosi, tra cui il Bindi (Bindi, 1889) e il Gavini (Gavini, 1927), hanno sostenuto che essa nacque come un tempio nel IX o nel X secolo d.C. secondo i canoni dell'architettura romano-bizantina, che trova il suo elemento caratteristico nella presenza dell'ipogeo o cripta. Su questa struttura, circa quattro secoli dopo, venne erettol'edificio religioso secondo lo stile gotico-cistercense, ad opera di maestranze benedettine. Il tempio fu rinnovato e restaurato nel corso dei secoli successivi, eppure oggi si presenta secondo i caratteri del XIII secolo. La sua posizione, su un pendio, ha reso necessario importanti e consistenti opere di consolidamento e di stabilità. A tal fine è stata rinforzata la parete nord, che non poggiava sulla roccia, mediante un muro di controspinta interrato lungo tutto il lato e due piloni di appoggio in travertino concio. La muratura esterna si compone di file di pietre quadrate, tra le quali sono presenti resti ed elementi provenienti dagli edifici della antica città romana di Aveja, sul cui sito sorge l'attuale Fossa. La chiesa è dotata di due facciate: quella principale sul lato ovest e quella posteriore sul lato opposto. La facciata, sul lato ovest, è molto semplice con struttura a capanna; il prolungamento sul lato sinistro è l'effetto dell'aggiunta di rinforzo. Come motivazione di tanta semplicità è stata avanzata l'ipotesi che questa non sia nata come facciata principale ma lo sarebbe diventata in un secondo tempo per ragioni di comodità. A sostegno di ciò è anche la parete a coronamento orizzontale che spicca al di sotto del campanile e che forse fu concepita come originaria facciata. Nel complesso molto lineare, il prospetto si caratterizza e si arricchisce grazie al bel portale a sesto acuto al di sopra del quale è una grande finestra rettangolare. Il portale nasce da una sintesi tra il gotico e le forme tradizionali dell'arte abruzzese. E' costituito da due pilastri a fascio rivestiti sui lati da colonnine alte e sottili a forma cilindrica poggianti su basi e culminanti in capitelli decorati a piccolo rilievo con rosoncini, fiori e palme. Due leoni sono adagiati sui capitelli (quello di destra manca) ed un terzo è sul culmine dell'archivolto dal carattere acuto depresso. Nella lunetta doveva essere in origine un affresco corroso dal tempo; oggi restano poche tracce di un graffito color rosso che doveva essere il disegno preparatorio dell'affresco. La finestra che sormonta il portale risulta sproporzionata e stonata rispetto alla facciata. Certamente non si tratta dell'apertura originale rispetto alla quale è stata sostituita in secoli più recenti. La facciata posteriore ha un frontone triangolare e due aperture, una lunga e stretta a doppia strombatura in basso, ed una piccola quadrata in alto. I lati della chiesa presentano ciascuno due finestre a doppia strombatura, lunghe e strette, che mantengono l'originario stile borgognone. La chiesa è ad una sola navata di forma rettangolare con il presbiterio quadrato. La navata termina con un grande arco a sesto acuto sorretto da pilastri che immette nel presbiterio. Rialzata su tre gradini, di forma quadrata, la zona absidale è coperta da una volta a crociera divisa da quattro costoloni poggianti su altrettante colonnine cilindriche poste agli angoli dell'abside. Non tutti gli elementi di questo spazio sono stati realizzati nello stesso tempo e dalla stessa mano; si notano differenze stilistiche tra i capitelli delle colonnine, vicini allo stile del portale, e i costoloni sagomati. Le pareti laterali sono divise da lesene in tre campate; in quella di sinistra una delle lesene è sostituita da una semicolonna classica poggiante su base attica, probabile elemento architettonico proveniente dalla città di Aveja. La copertura è in capriate in legno ma in origine è probabile che fosse in muratura. A testimoniarlo stanno gli accenni di archi e i pilastri di sostegno per gli archi che fanno supporre l'avvio di una volta a botte sestacuta simile a quella di San Pellegrino a Bominaco. E' probabile che essa non fu mai terminata o che sia crollata subito dopo la realizzazione e così sia stata sostituita dalle capriate che vediamo ancora oggi. Quella che resta è una copertura molto semplice in confronto alla ricchezza e rilevanza artistica della chiesa. Al termine della navata, proprio sotto l'arco trionfale, si apre una gradinata di grossi mattoni che porta alla cripta sottostante; di piccole dimensioni (m. 3x3,60) essa contiene un altare costituito da una mensa di pietra dura poggiata su un troncone di colonna ed un frammento di affresco raffigurante la Crocifissione. Questo spazio è tipico dell'architettura romanico-bizantina a cui la chiesa si ricollega per le sue origini. L'interno è completamente affrescato e queste pitture (vd. Sezione Pittura Medievale, prov. L'Aquila) costituiscono il massimo pregio della costruzione. Esse appartengono a due scuole diverse per stile e tecnica, e distanti nel tempo: quella bizantino-cassinese o benedettina del secolo XIII e quella toscana del secolo XV.
Informazioni:  Municipio tel. 0862-751120
Stato di agibilità:  Inagibile
Fossa, chiesa di Santa Maria ad Cryptas, facciata
Fossa, chiesa di Santa Maria ad Cryptas, facciata posteriore
Fossa, chiesa di Santa Maria ad Cryptas, portale, particolare
Fossa, chiesa di Santa Maria ad Cryptas, portale
Fossa, chiesa di Santa Maria ad Cryptas, lato settentrionale
Fossa, chiesa di Santa Maria ad Cryptas, interno