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Chiese medievali Provincia di Pescara

Chiesa di Santa Maria Maggiore

Comune:  Pianella
Come arrivare:  A24/A25 RM-PE uscita Villanova/ proseguire in direzione Cepagatti/ Pianella da Napoli: A1 NA-RM, uscita Caianello/ seguire indicazioni per Roccaraso/ Sulmona/ A25 direzione Pescara uscita Villanova/ proseguire in direzione Cepagatti/ Pianella
Notizie:  La chiesa di Santa Maria Maggiore a Pianella, conosciuta anche col nome di Sant'Angelo, risale all'epoca dell'espansione monastica dei Benedettini in Abruzzo nei primi secoli dopo il Mille. Arrivati nella regione nei secoli VIII e IX i Benedettini iniziarono la vera espansione intorno al XII secolo con la costruzione o ristrutturazione delle grandi abbazie intorno ai nuclei abitati alto-medievali. In questo contesto si inserisce la chiesa di Pianella. L'edificio giunto fino a noi venne costruito negli ultimi anni del XII secolo ma le sue origini sono certamente più antiche. Difficile è stabilire i legami con preesistenti costruzioni, come una chiesa longobarda risalente al VI secolo ed intitolata a San Michele o una prima fondazione benedettina dichiarata "Collegiata insigne" dal Papa Benedetto V nel 964, sulla quale i monaci intervennero con ampia opera di ristrutturazione intorno al 1080. La chiesa fu edificata a nord- ovest del centro urbano di Pianella, sopra una collina, in direzione dell'espansione del centro abitato. Una scelta di collocazione analoga a quella di altri importanti organismi religiosi molto simili da un punto di vista architettonico, come la chiesa di Santa Maria del Lago a Moscufo e Santa Maria delle Grazie a Civitaquana. La chiesa rappresenta uno dei maggiori esempi di architettura romanica in Abruzzo e presenta tutte le caratteristiche di un edificio medievale: struttura compatta e solida, piccole e poco numerose aperture , forte spessore dei muri, elementi artistici e decorativi che arricchiscono la semplice struttura. Naturalmente quella attuale è la risultante di una serie di interventi di trasformazione e di restauro succedutisi nel corso dei secoli e che hanno coinvolto la struttura più generale ma anche i singoli elementi come la facciata, il portale e il rosone. La tipologia architettonica è quella basilicale a tre navate absidate senza transetto, sostituito da un vano absidale diviso in tre campate, tipica delle chiese romaniche abruzzesi, come Santa Maria del Lago a Moscufo, San Pietro ad Oratorium a Capestrano, Santa Maria delle Grazie a Civitaquana e San Clemente al Vomano. Essa corrisponde ad una fase intermedia di trasformazione della struttura originaria che ha lasciato inalterato lo stile primitivo mentre ha portato all'ampliamento dell'organismo mediante l'aggiunta di corpi laterali e la sopraelevazione delle navate minori, evidente soprattutto in facciata, al fine di dare omogeneità allo spazio interno. A testimonianza di questi interventi sta l'aggiunta del campanile nella parte destra della facciata, l'ampliamento delle colonne in facciata e le aperture sui prospetti laterali. Il mattone è il materiale protagonista della costruzione che produce effetti decorativi e cromatici soprattutto all'esterno della chiesa. Sulla facciata e sugli absidi sono realizzati effetti plastici mediante l'uso del mattone, mentre sui fianchi prevale la continuità della superficie senza interruzioni. Il principale elemento decorativo sono le arcatelle, cornici per lo più orizzontali ma anche oblique di archetti, che delimitano le superfici murarie alla sommità. Una caratteristica della composizione è l'evidenziazione degli spigoli mediante paraste piuttosto larghe. La facciata è la manifestazione più evidente dei cambiamenti che la chiesa ha subito rispetto alla struttura originaria. Nella parte sinistra gli archetti pensili, posti ad un'altezza minore, testimoniano l'iniziale altezza delle parti laterali del prospetto, corrispondenti ad un'articolazione interna con le navate laterali più basse di quella centrale. Nella parte destra la diversità del materiale laterizio è indicativo dell'inserimento, in una fase successiva, del campanile che ha inglobato la precedente pendenza della facciata. La parte centrale, divisa in orizzontale da una doppia cornice a dente di sega di matrice lombarda e da una teoria di archetti contiene due opere di grande rilievo, il portale e il rosone, anch'essi realizzati in un secondo tempo in sostituzione di elementi precedenti. Il portale a sesto acuto, probabile opera di Maestro Acuto, poggia su due piedritti a basso rilievo con motivi decorativi a carattere vegetale in quello sinistro e animale in quello destro. Al di sopra sono due capitelli scolpiti con motivi fitomorfi. L'architrave è riccamente scolpito a bassorilievo e decorato con raffigurazioni di otto personaggi riconoscibili grazie alle iscrizioni. Al centro siede la Vergine con in mano un libro, alla sua sinistra S. Giovanni Battista e alla sua destra S. Giovanni Evangelista. Separati da due rosette quadrate sono due gruppi di personaggi; a sinistra S. Pietro e S. Paolo, a destra un personaggio non identificato seguito da S. Nicola e Re David. Unici elementi della struttura precedente sono due resti di sculture mutile che rappresentavano due leoni, tipici del simbolismo medievale. All'interno della lunetta è un affresco raffigurante la Vergine che allatta il Bambino, opera successiva del XV secolo. Il rosone è sicuramente l'elemento di spicco della facciata per le sue dimensioni sproporzionate rispetto all'insieme. Quasi certamente ha preso il posto di una precedente apertura diventando la principale fonte di luce all'interno della chiesa. Si compone di cornici concentriche decorate a rilievo, di cui quella interna presenta lo stesso motivo del tralcio presente nel piedritto sinistro del portale. All'interno otto colonnine di uguale altezza ma diverse nella forma, disposte a raggiera, poggiano su arcatelle a sesto pieno trilobate. Ne risulta una ruota decorativa tra le più belle del patrimonio regionale. Nel rosone il Maestro Acuto ha impiegato gli stessi motivi già utilizzati nell'ambone e nel portale ma anche nuovi elementi decorativi col risultato di una maggiore maturità artistica che pone questa opera come traguardo di un lungo lavoro di ricerca. La torre campanaria ha una storia molto lunga. Essa nasce alla fine del XII secolo inglobando la navatella destra, come testimonia la linea obliqua degli archetti rimasta inalterata, e viene poi completata nella parte superiore in un periodo piuttosto ampio che va dal XV al XVIII secolo. Il campanile è diviso in riquadri delimitati dalle paraste verticali e dalle cornici ad archetti che decorano l'intera struttura e che ricalcano il motivo decorativo della facciata, denotando l'intenzione del progettista di mantenere una certa omogeneità stilistica e un'armonia compositiva con l'intera struttura. L'inserimento della torre ha alterato il profilo della facciata determinando quell'effetto che Lehmann-Brockhaus definisce "staffelung" (scaglionatura), un profilo obliquo che sale in modo graduale dalla navata più bassa attraverso la navata centrale fino all'altezza del campanile. Nel caso di Pianella questo movimento procede da sinistra verso destra in opposizione a quanto avviene in altri esempi noti, come santa Maria di Propezzano. La parte posteriore della chiesa risulta articolata in tre absidi somiglianti per forma e decorazione a quelle di Santa Maria del Lago a Moscufo e di Santa Maria delle Grazie a Civitaquana. Esse sono scandite da paraste angolari e presentano una caratteristica terminazione a semicono. Ricalca quello della facciata il motivo decorativo ad archetti pensili che nella parte centrale viene ripetuto due volte sull'abside ed una terza volta a sottolineare la parete spiovente del tetto. Alle tre absidi corrispondono tre aperture per l'illuminazione interna. Al centro è una monofora in pietra ornata da modanature e rilievi, sui lati le piccole aperture sono incorniciate da decorazioni policrome in cotto. Elementi in pietra, presenti nella finestra e nelle colonnine, si inseriscono in un contesto in laterizio , interrompendone la continuità e creando un effetto di chiaroscuro di stampo classico. L'interno della chiesa presenta un assetto architettonico riferibile alla prima metà del XII secolo, che ha subito interventi di sopraelevazione nel corso del Quattrocento. Le tre navate absidate sono divise tra loro da un'alternanza di pilastri di forma circolare o rettangolare in laterizio che sorreggono arcate a tutto sesto di sostegno alle murature sovrastanti. I pilastri hanno capitelli con modeste modanature; tra questi prevale il tipo a cuscino con abaco poco sporgente tranne in due casi che presentano una decorazione a foglie baccellate. Nella chiesa di Santa Maria Maggiore si avverte l'influenza lombarda sia nell'adozione dell'impianto a tre navate chiuse da absidi sia nella scelta di pilastri di forma circolare. La tendenza lombarda si innesta su precedenti forme classiche di matrice romana o paleocristiana, conservandone lo schema planimetrico ma rinnovando il linguaggio decorativo attraverso l'introduzione di elementi tipicamente settentrionali, archetti pensili, arcatelle cieche, semicolonne sulla facciata, pilastri circolari alternati ad appoggi di forma diversa. Lo spazio è articolato in vani distinti destinati ad ingresso, navate e presbiterio accostati tra loro in una sintesi dal carattere unitario e coerente. Alle sei arcate presenti sul lato sinistro della navata ne corrispondono solo cinque sul lato destro a causa della successiva scomparsa della prima campata, inserita nella torre campanaria. La semplicità è la parola d'ordine che si riscontra anche nei pochi elementi in pietra lavorata, che passano in secondo piano rispetto agli elementi in laterizio. La chiesa è un degno contenitore di opere di grande rilievo artistico realizzate all'epoca dell'abate Roberto intorno alla fine del XII secolo. Tra queste spicca lo splendido ambone, opera di Maestro Acuto. Seppure non realizzato sul posto, ha trovato la sua originaria collocazione nella navata sinistra dove si trova ancor oggi. A cassa quadrata, poggia su tre architravi e presenta riquadri riccamente decorati ad altorilievo con le rappresentazioni dei simboli degli Evangelisti. Lo stile decorativo impiegato ricorda molto quello dell'ambone di San Clemente a Casauria tanto da far sostenere che Maestro Acuto fosse un conoscitore ed imitatore della scuola casauriense. A lui si devono le principali opere in pietra conservate nella chiesa. Fu l'abate Roberto, in seguito allo scioglimento della scuola di Casauria, ad affidare a lui il completamento della chiesa di Pianella che egli portò avanti cercando di riprodurne lo stile. Nella zona absidale interna si trova un importante ciclo di affreschi realizzato all'epoca delle grandi opere scultoree, tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo. L'abside mediana è ricoperta di affreschi di influenza benedettina del XII secolo. Nella semicalotta, dentro una mandorla sostenuta da angeli, è la figura del Redentore ai cui piedi sono gli Apostoli, in parte rovinati. Per le espressioni dei personaggi la rappresentazione è molto vicina a quella dell'abside di Santa Maria del Lago a Moscufo. Nell'abside di sinistra è L'Agnus Dei e la Vergine in trono con Bambino, circondata da Santi in preghiera. Nell'abside destra è un affresco di fine '300 o inizio '400 raffigurante l'Eterno Benedicente. Affreschi sparsi si trovano anche su colonne e pilastri e di particolare rilievo è l'affresco della navata destra raffigurante scene della vita di San Francesco e di San Berardino da Siena, databile tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo. Queste opere pittoriche risentono chiaramente di influssi della pittura meridionale ed in particolare di quella capuana che raccoglie la lezione dell'arte bizantina diffusa all'epoca nell'Italia meridionale. Affinità stilistiche si rilevano con gli affreschi di Sant'Angelo in Formis a Capua dai quali l'artista pianellese prende spunti che poi elabora in modo originale, creando le premesse per lo sviluppo di un'arte abruzzese dotata di una propria capacità espressiva. Elementi caratteristici sono la marcatura del segno che si evidenzia nel volto del Cristo, i lineamenti degli occhi, accentuati da un gioco chiaroscurale, la sottolineatura delle guance ottenuta con effetti cromatici e la durezza del segno.
Informazioni:  Municipio tel. 085-97301
Stato di agibilità:  Inagibile
Pianella, chiesa di Santa Maria Maggiore, ambone
Pianella, chiesa di Santa Maria Maggiore, affresco
Pianella, chiesa di Santa Maria Maggiore, portale
Pianella, chiesa di Santa Maria Maggiore, rosone
Pianella, chiesa di Santa Maria Maggiore, campanile
Pianella, chiesa di Santa Maria Maggiore, facciata