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Chiese medievali Provincia di Teramo

Chiesa di Santa Maria a Mare

Comune:  Giulianova
Come arrivare:  A24 RM-TE uscita Teramo/ proseguire in direzione Giulianova da Napoli: A1 NA-RM uscita Cassino/ proseguire in direzione Sora/ Avezzano/ A25 direzione L'Aquila-Teramo/ A24 uscita Teramo/ proseguire in direzione Giulianova
Notizie:  La chiesa di Santa Maria a Mare sorge al di fuori del centro storico, lungo la costa. Si trova sul luogo dell'antica città romana di Castrum Novum che poi divenne il centro medievale di San Flaviano. Non si può stabilire con certezza la data di fondazione dell'edificio a causa della mancanza di una esauriente documentazione. Le testimonianze più antiche risalgono al XII secolo: in un documento del 1108 si dice che un certo Attone Comite risiedeva "in Ecclesia S. Mariae Juxta Mare sitam", un altro del 1120 fa riferimento alla situazione precedente della chiesa. E' quindi probabile che essa sia stata costruita prima dell'anno Mille e riedificata dalle fondamenta nel XII secolo. Fu il vescovo Guido, per riconoscenza al borgo di San Flaviano, che lo aveva ospitato nella difficoltà della guerra, a ricostruire la chiesa nel 1156. La chiesa ha subìto notevoli trasformazioni e modifiche nel corso del tempo mantenendo però i suoi caratteri romanici. L'ultimo restauro effettuato tra il 1964 e il 1968 ha riportato alla luce il suo aspetto duecentesco, ha salvaguardato molti resti dell'architettura romanica, ha eliminato le aggiunte dei secoli XVII e XVIII, in netto contrasto con lo stile originario, per riportare l'edificio al suo aspetto primitivo. La struttura duecentesca presentava tre navate con tre corrispondenti absidi semicircolari; colonne circolari di grosso fusto in laterizio dividevano le navate tra loro. Di questa primitiva costruzione rimangono solo le colonne mentre le absidi sono state eliminate nel corso di un lavoro di ampliamento trecentesco e sostituite da una parete lineare, e le navate sono state ridotte a due a causa di crolli. Tutta la struttura esterna è in laterizio, le pareti sono rinforzate da lesene e rifinite dal coronamento di arcatelle semicircolari secondo l'uso lombardo. Le arcatelle sono formate da mattoni in cotto sagomati. La parete sinistra è interrotta da lesene e da tre colonne rotonde che reggono tre archi. Un tempo l'intera parete era accompagnata da una ricca decorazione ad archetti che oggi è scomparsa. Due piccole finestre servono ad illuminare l'interno. La parte destra, per gran parte originaria, si presenta più articolata dell'altra con due ingressi, quattro lesene e cinque finestre, di cui tre ad arco acuto. Una fila di quarantacinque archetti pensili definisce la parte alta della muraglia. Al di sopra e al disotto di questa cornice corrono altre due file decorative costituite da mattoncini in cotto a forma di rombi in alto e di denti di sega in basso. Questi motivi decorativi delle arcatelle presentano somiglianze con le arcate della chiesetta di San Getulio a Teramo e con quelle delle absidi della chiesa di Sant'Angelo a Pianella. La facciata in laterizio ha forma a capanna. Al di sotto delle falde del tetto sono sedici archetti pensili, motivo che si ritrova anche nelle pareti laterali. La falda di destra è interrotta dal campanile, posto sulla parte destra della chiesa. Nella parte sinistra del prospetto è un elegante portale. Il campanile attuale è stato sostituito a quello romanico di cui restano alcune lastre in travertino nella parte bassa. Si tratta di un campanile a vela con due campane sovrapposte. Il portale, stilisticamente vicino a quello della cattedrale di Atri e della chiesa di S. Francesco a Città Sant'Angelo, viene riferito, per lo stile di realizzazione, all'inizio del Trecento ed attribuito allo stesso autore, Raimondo di Poggio, maestro scalpellino ed architetto. A tal proposito ipotizza il Gavini (Gavini 1927, edizione 1980) che gli allievi della scuola atriana intervennero sul posto a completare la costruzione della chiesa di S. Maria a Mare. Il portale si presenta piuttosto schiacciato, limitato nel suo sviluppo in altezza dalle dimensioni ridotte della facciata. Sui lati tre robuste colonne, culminanti in capitelli elegantemente lavorati a foglie, margherite ed animali mitologici, fanno da sostegno agli archi della parte superiore costituenti l'archivolto. Sovrasta questa struttura un timpano, anch'esso schiacciato e ridotto, chiuso da una cornice a nastro che ai tre vertici forma dei nodi rotondi, più grande quello centrale rispetto ai due laterali. La grande differenza rispetto ai portali di Atri è la mancanza dell'architrave; qui ridotto ad una semplice e liscia lastra di marmo, in quel caso un pezzo di grande rilievo artistico. Sui capitelli delle colonne esterne stanno due basi con due leoni accovacciati, simbolo della forza e della potenza della Chiesa che non teme di essere perseguitata, come è accaduto dall'origine della sua storia; a simboleggiare questa forza è il leone di destra che sembra intrattenere una lotta con un drago, simbolo di eresie e persecuzioni mentre quello di sinistra più pacatamente regge in mano un libro. La parte più ricca e preziosa del portale è l'archivolto, riccamente decorato secondo la maniera atriana. Sembra che in questa ricchezza di intagli e decorazioni il maestro volesse compensare la nudità e semplicità dell'insieme condizionata dalle dimensioni ridotte. L'archivolto risulta composto da quattro archi concentrici e presenta due facce, una anteriore decorata con motivi floreali, animali e volti umani, l'altra è quella sottostante decorata con diciotto formelle scolpite a bassorilievo. Sull'origine di queste piastrelle sono state avanzate diverse ipotesi; alcuni studiosi ne hanno attribuito la paternità ai Liburni, un antico popolo dell'Italia; altri hanno ritenuto che si tratta di resti di templi pagani; altri ancora, tra cui il Bindi e il Gavini, le riferiscono alla tradizione artistica dell'Italia meridionale dei secoli XIV e XV. Sono le forme simboliche, vicine a temi cristiani più che pagani, che ne permettono la datazione. In questo vasto repertorio di figure e simboli l'autore ha espresso al massimo la sua fantasia ricorrendo alla raffigurazione di animali con chiaro significato simbolico; l'aquila e il falco sono simboli della luce, la salamandra simboleggia il fuoco, la colomba rappresenta lo Spirito Santo, i leoni sono indice di potenza e forza. La serie di formelle rappresenta una storia, raccontata attraverso scene simboliche, che narra del continuo mutamento espresso attraverso le diverse fasi dello zodiaco, dell'alternarsi delle stagioni e del percorso del sole durante l'arco della giornata nel suo continuo passare tra l'aurora, l'alba, il giorno, il tramonto, il crepuscolo e il buio della notte. E così si susseguono scene varie e curiose piene di riferimento ai miti, al modo pagano e alla tradizione cristiana. La lunetta sopra il portale, molto ridotta nelle dimensioni, ospita una piccola scultura raffigurante la Madonna in cattedra che stringe a sé il Figlio in una posa di struggente tenerezza. Schiacciata risulta tutta la scultura dovendosi adattare alla proporzioni ridotte dello spazio; sia la Vergine sia il Bambino sono figure piuttosto tozze. Aspetti stilistici ed iconografici sono chiara espressione di un'arte romanica che già risente di influssi gotici. Alla mano di Raimondo di Poggio e alla scuola di Atri va attribuita anche la colonna con capitello che si trova al centro dell'aula presbiteriale. Forti analogie si rintracciano soprattutto nei motivi decorativi del capitello, come le caratteristiche palmette atriane riunite a formare una sorta di corona nobiliare con funzione di arricchimento di una struttura altrimenti semplice.
Informazioni:  Municipio tel. 085-80211 Ufficio I.A.T. tel. 085-8003013
Stato di agibilità:  Agibile
Giulianova, chiesa di Santa Maria a Mare
Giulianova, chiesa di Santa Maria a Mare, portale
Giulianova, chiesa di Santa Maria a Mare, facciata