Sommario della pagina:
stampa questa paginastampa questa pagina
Personalizza lo stile

Eremo - Provincia di Chieti

Eremo di San Martino in Valle

Comune:  Fara San Martino
Tipologia:  Eremo
Come arrivare:  A24/A25 RM-PE uscita Pratola Peligna-Sulmona/ proseguire in direzione Roccaraso/ Rivisondoli/ Palena/ Fara San Martino da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Rivisondoli/ Palena/ Fara San Martino
Notizie:  Nella Valle di Fara San Martino, paese noto per essere una delle capitali mondiali della pasta, si trova il vallone di Santo Spirito. Tale valle è ancor oggi meta di una processione che i devoti di Atessa compiono sul luogo dove sorgeva l'antico monastero di San Martino in Valle. Per essere precisi dobbiamo dire che il monastero, posto all'imbocco della valle, esiste ancora seppure sepolto sotto circa dieci metri di detriti, dai quali spunta solamente il campanile, quasi ad invocare aiuto. Intorno al paese sono numerose le grotte che un tempo furono rifugio di pastori, briganti e monaci, e tra queste l'eremo. A circa due ore di cammino dal monastero si trova un grosso riparo di circa settanta metri di lunghezza che, nella parte centrale, conserva una cella eremitica. Testimonianza dell'antica presenza sono le pietre lavorate: scanalate, lisciate e squadrate. L'unica opera recente è un piccolo muro a secco che si eleva perpendicolarmente alla parete in modo da realizzare un momentaneo riparo. La scelta di questo sito fu condizionata dalla vicinanza ad una sorgente d'acqua, motivo per cui esso fu frequentato sin dai tempi dell'età del Bronzo, come testimoniano i rinvenimenti di alcune lame di selce. Non esistono notizie né reperti che ci permettano di stabilire in quale periodo e per quanto tempo l'eremo sia stato frequentato dai monaci del monastero. Difficile è anche stabilire la data di nascita di questo. Potrebbe risalire all'VIII secolo oppure alla prima metà dell'IX, se si ritiene fondato dal conte chietino Credindeo. Certamente esso compare nella bolla papale di Onorio I del 1222 II , nella quale si attesta la donazione al monastero dei beni del conte chetino Credindeo. Nel 1452 il monastero venne soppresso da papa Nicolò V e unito al Capitolo Vaticano. Alla fine del Settecento il monastero passò al Regio Patronato e definitivamente unito all'Arcidiocesi di Chieti. La causa della sua scomparsa fu un'alluvione avvenuta all'inizio dell'Ottocento che ricoprì la struttura di detriti sotto i quali ancora oggi riposa.
Informazioni:  Municipio tel. 0872-980155
Stato di agibilità:  Agibile
Fara San Martino, Eremo di Santo Spirito, resti della cella eremitica
Fara San Martino, Eremo di Santo Spirito, pianta