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Eremo - Provincia di Chieti

Grotta di Sant'Angelo

Comune:  Palombaro
Tipologia:  Eremo/ Luogo di culto rupestre
Come arrivare:  A24/A25/A14 RM-PE uscita Val di Sangro/ proseguire lungo la SS 652 direzione Casoli/ Palombaro da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Rivisondoli/ Palena/ Lama dei Peligni/ Fara San Martino/ Palombaro
Notizie:  La Valle di Palombara, una delle più spettacolari della Majella, è caratterizzata da pareti sulle quali si aprono numerose grotte; tra di esse si distingue la grotta di Sant'Angelo, un enorme riparo sotto la roccia, con pianta rettangolare e un ingresso largo 35 metri. La sua parte interna, già chiusa da una grande roccia obliqua, è ulteriormente sbarrata dagli avanzi di una costruzione che si appoggia con una estremità alla parete. Due tratti di mura rettilinei, spessi tra i 40 e gli 80 centimetri, sono raccordati da un'abside semicircolare che costituisce il resto più evidente della chiesetta altomedioevale. Le mura e l'abside sono interessati da una fila di archetti pensili che sicuramente proseguivano nel secondo tratto ormai crollato nella parte alta. L'abside è impreziosito da una cornice che, nella parte centrale, presenta decorazioni con cordonature a tortiglioni. La stessa decorazione a cordonatura si ritrova nella cornice della finestra a strombo dell'abside. La parte interna, scoscesa e irregolare, è occupata nella parte bassa da una roccia che la attraversa quasi completamente. Su di essa sono ricavati dei gradini irregolari che portano nella zona absidale. La grotta conserva i resti delle numerose cisterne utilizzate per la raccolta delle acque: le prime due si trovano sul lato destro dell'ingresso e sono rispettivamente di forma semicircolare e rettangolare, comunicanti tra di loro tramite un foro. All'interno della grotta troviamo una vasca di forma ellissoidale ricavata su uno zoccolo roccioso e un'altra scavata ai piedi di un masso obliquo che raccoglieva le acque di scolo delle pareti; un'altra vasca, di forma pseudo-rettangolare, è ricavata nella parte esterna, su uno sperone roccioso di fronte la grotta, e serviva a raccogliere l'acqua piovana. La costruzione dell'eremo risalirebbe all'XI secolo ma la prima e unica notizia storica della chiesa è del 1221 e si rileva da una bolla di Onorio III, in cui si confermano al monastero di S. Martino in Valle, presso Fara San Martino, le chiese di S. Angelo e di S. Flaviano "in castro PALUMBANI". Il Moretti scrisse: "è senza dubbio l'unica rilevante vestigia ricavata nella roccia che assuma chiaro valore di arte", ma è certo che la Grotta di Sant'Angelo, nonostante si trovi in una zona ricca di storia, è estremamente povera di tradizione. Non si tramanda infatti di alcun santo o eremita che vi abbia dimorato e mancano fatti e leggende legati alla grotta, fatta eccezione della notizia riportata dal Di Marco il quale afferma che la grotta venne costruita sui resti del santuario di Bona, dea della fertilità, e che durante il periodo cristiano a tale culto pagano si aggiunse quello di Sant'Agata. Si narra però che la popolazione aveva difficoltà a pronunciare questo nome, cosicché esso venne trasformato in Sant'Angelo. Ancora oggi il colle antistante l'eremo si chiama colle Sant'Agata o "Colle de Agate".
Informazioni:  Municipio tel. 0871-895131/ 895519
Stato di agibilità:  Agibile
Palombara, Grotta di Sant'Angelo, resti dell'abside
Palombara, Grotta di Sant'Angelo, resti della chiesa altomedievale
Palombara, Grotta di Sant'Angelo, vasca di raccolata delle acque
Palombara, Grotta di Sant'Angelo, pianta