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Eremo - Provincia di Pescara

Eremo di Sant'Onofrio all'Orfento

Comune:  Caramanico
Tipologia:  Grotta
Come arrivare:  A24/A25 RM-PE uscita Alanno-Scafa/ proseguire lungo direzione Scafa/ SS 487 direzione Caramanico Terme da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ A25 direzione Pescara uscita Alanno-Scafa/ proseguire lungo in direzione Scafa/ SS 487 direzione Caramanico Terme
Notizie:  Nella valle dell'Orfento, attraverso il guado di Sant'Antonio, si raggiunge l'eremo di Sant'Onofrio. L'eremo viene menzionato in un documento del 1844. Molto probabilmente venne dedicato a Sant'Onofrio in ricordo del più famoso eremo celestino sito sul Morrone. La struttura più consistente rimasta in piedi è costituita da parte del muro laterale dell'antica chiesa, il quale si sviluppa per circa 14 metri con un'altezza che arriva fino ai tre metri. Il tetto appoggiava alla parete su una piccola cornice, lì dove sono ancora visibili tracce di malta e di pietrisco. Residui di intonaco si intravedono sulla parete frontale, dove negli anni '60 si distinguevano motivi floreali di colore rosso e nero ed un'immagine umana. In realtà tutte le pareti della grotta, sia interne che esterne, in tempi antichi dovevano essere intonacate e dipinte, come testimoniano ancora oggi alcune tracce di colore. Della parete anteriore rimangono in piedi lo stipite di destra dell'ingresso, con elementi dell'arco del portale, e la parete sinistra del piccolo campanile a vela. L'eremo sicuramente si sviluppava ancora per 15 metri seguendo la parete rocciosa, dove ancora oggi sono visibili resti di buchi di palo per il sostegno del tetto. La grotta venne usata, per lungo tempo, come ricovero per animali. La tradizione popolare racconta che, ancora nei primi anni del Novecento, l'eremo era abitato dai contadini nei periodi di maggiore lavoro ed, inoltre, era utilizzato come luogo di sepoltura per coloro che morivano in montagna. Il sentiero che costeggia l'eremo era frequentato dai mulattieri e fu proprio per volere di uno di essi, un certo Orsini detto Spadone, abitante della frazione di Santa Croce, che si intervenne ad allargare il portale della chiesa per far passare il suo ingombrante carico di legna.
Informazioni:  Municipio tel. 085-929020
Stato di agibilità:  Agibile