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Introduzione generale archeologia industriale

L'archeologia industriale in Abruzzo

Quella dell'archeologia industriale è una nozione alla quale si ricorre ormai da circa quarant'anni. Coniata in Gran Bretagna, culla della rivoluzione industriale già a metà del XVII secolo, questa locuzione definisce un vasto movimento di studi ed interventi che vede coinvolti storici e tecnologi, architetti ed urbanisti, per inventariare e prevedere un futuro per i siti e i manufatti resi obsoleti dai ritmi dell'industrializzazione. In Italia, il processo dell'industrializzazione ha lasciato talora tracce ben visibili ed importanti note per il riuso prestigioso che ne è stato fatto (due esempi: lo stabilimento Fiat Lingotto di Torino e la centrale elettrica Montemartini di Roma), siti ed edifici cui è ormai concessa la patente di bene culturale e a cui l'attenzione è ormai giustamente dovuta. Ma sul territorio nazionale, così come nella nostra regione, non è stato e non è così per i monumenti meno celebri, per i luoghi che sono stati teatro di un processo di industrializzazione a volte lento a volte precoce, le cui tracce sono andate quasi interamente perdute. Il presente lavoro si pone come un primo inventario del patrimonio dell'archeologia industriale abruzzese, non esaustivo, anzi di stimolo ad un ulteriore ampliamento ed approfondimento.