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Introduzione

Le testimonianze di pittura di epoca medioevale in Abruzzo sono molteplici e ricoprono in maniera abbastanza capillare tutto il territorio regionale. Accanto ad esempi noti e meglio conservati troviamo anche cicli di cui oggi abbiamo una visione frammentaria ma che pure ci restituiscono la ricchezza e la varietà dei percorsi artistici attivi nella nostra regione. La storia della pittura medioevale in Abruzzo trova negli affreschi di Capestrano, Pianella e Bussi le prime e significative manifestazioni risparmiate dal tempo; nei secoli successivi le testimonianze si moltiplicano e, con i cicli di Fossa, Bominaco, Ronzano, Loreto Aprutino, Castelvecchio Subequo e Atri, il panorama pittorico si arricchisce di veri gioielli, pagine intatte di colore ereditate dal passato. Gli studi finora condotti hanno permesso di delineare in maniera sempre più puntuale l'intricato tessuto di rapporti e influenze che collegano i cicli abruzzesi con le esperienze pittoriche extraregionali, siano esse campane, romane, umbre o marchigiane, e nonostante la difficoltà di trovarsi per lo più di fronte a dipinti di mano anonima, sono state proposte attribuzioni e avanzati nomi che arricchiscono la compagine dei magistri finora conosciuti. Nel percorso artistico delineato rientrano anche gli affreschi databili al Quattrocento, epoca in cui nella nostra regione troviamo sia esempi ancorati alla tradizione tardo gotica che moderate aperture alle novità rinascimentali; caso limite e punto di arrivo nella nostra panoramica è Atri dove l'arte di Andrea Delitio, per la sua complessità e originalità, segna il momento conclusivo della stagione pittorica medioevale abruzzese ed insieme quello d'inizio dell'età propriamente rinascimentale.