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Introduzione

La storia del teatro abruzzese si inserisce nel più ampio contesto della storia del teatro in generale e di quello italiano in particolare. Nato con i greci, il teatro consolidò la sua fortuna presso i romani che individuarono il luogo ideale degli spettacoli gladiatori nell'anfiteatro. Attraversò poi un periodo di crisi durante le invasioni barbariche quando gli spettacoli si tenevano in luoghi di fortuna come piazze o chiese. Durante il Rinascimento il teatro, recuperato il suo antico splendore, divenne simbolo della potenza delle corti. Nei palazzi intere sale venivano riservate alle rappresentazioni teatrali. Nello stesso periodo in Abruzzo vengono ricavati piccoli teatri all'interno di palazzi o di appartamenti affittati per l'occasione. I più antichi teatri abruzzesi sono proprio quelli privati: il teatro di S. Salvatore a L'Aquila e il teatro Angeloni a Roccaraso. Il primo (1616) apparteneva all'ospedale di S. Salvatore e il secondo (1698) a Donato Berardino Angeloni. Altri teatri privati li troviamo a Chieti sulla fine del settecento, come quello realizzato in un comprensorio di fabbriche nel 1789 da Biagio Matteucci. A Vasto una sala del palazzo D'Avalos venne dedicata alle rappresentazioni, a Lanciano un fondaco adibito a teatro, a Campli Palazzo Farnese fu sede di un teatro, a Teramo la famiglia Corradi realizzò una struttura teatrale nel Palazzo Capuani. Ma la vita di questi teatri fu molto breve e legata a quella della famiglia protettrice. Emblematica è la vicenda del teatro di Roccaraso la cui decadenza, legata a quella della famiglia mecenate, portò alla trasformazione della struttura in fienile. Una categoria a parte è quella dei teatri pubblici. Benedetto Croce ci fornisce un elenco di quelli attivi alla fine dell'ottocento: L'Aquila, Atri, Teramo, Chieti e Lanciano a cui altre fonti aggiungono quello di Vasto. Si tratta di strutture sovvenzionate da Accademie, Consigli Municipali, "cavalieri associati", enti ed associazioni. Ne sono esempi a Vasto il Real Teatro Borbonico, a L'Aquila la Sala Olimpica di Gennaro Loiacono ed il teatro S. Ferdinando, a Lanciano il teatro S. Francesco, ad Atri il Teatro Comunale mentre ad Avezzano l'edificio costruito nello stesso periodo fu distrutto dal terremoto del 1915. Da quell'epoca i teatri sono diventati un riferimento culturale e sociale per la vita cittadina. Alle strutture già esistenti si aggiungono nel corso del XX secolo il teatro Comunale di Sulmona e quello di Ortona.

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