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Paesaggio nell'Arte - Provincia dell'Aquila

Carelli Consalvo, veduta della chiesa di Santa Sabina

Comune:  S. Benedetto dei Marsi
Come arrivare:  A24, uscita Aielli/Celano; proseguire per 10 km in direzione S. Benedetto dei Marsi
Notizie:  La veduta della chiesa di S. Sabina a S. Benedetto dei Marsi (cm. 23 x 33), fa parte della serie di bozzetti realizzata nel corso dell'Ottocento da Consalvo Carelli (v. scheda autore), su commissione di Vincenzo Bindi, come illustrazioni per il suo "Monumenti storici ed artistici degli Abruzzi" (1889). Si tratta di uno studio dal vero e presenta sullo sfondo la facciata romanica della chiesa di S. Sabina (già alquanto diroccata), mentre, sullo spiazzo antistante, troviamo da un lato uno stagno, dall'altro una strada con alcune figure assise, abbigliate nei tipici costumi; più in là si vedono alcuni uomini che caricano del fieno su un carro trainato da buoi. Il bozzetto faceva parte della Collezione Bindi ed è attualmente conservato presso la Pinacoteca Civica "Vincenzo Bindi" di Giulianova. La chiesa di S. Sabina fu cattedrale dei Marsi fino al 1580, quando iniziò il suo lento declino. La prima attestazione è rintracciabile in un diploma di Ottone I del 964, nel quale viene ricordata la chiesa "Beate Savine Cristi martiris, que sita esse videtur infra ipsam Civitatem Marsicanam". Sorta probabilmente già nel V-VI secolo (ma considerata sede definitiva della diocesi dei Marsi solo con la bolla papale di Stefano IX del 1057), il suo periodo di massimo splendore è legato alla presenza ed all'opera riformatrice del vescovo Berardo, fra il 1100 e il 1130; la chiesa ed il palazzo episcopale, saccheggiati e parzialmente distrutti nel 1222 durante i conflitti con Federico II, furono ricostruiti entro il 1287, quando vennero visitati da papa Onorio IV. A partire dal XVI secolo la scarsa difendibilità dell'area della Civitas Marsicana portò ad un lento abbandono della cattedrale a favore della vicina chiesa di S. Maria delle Grazie di Pescina allora in costruzione (1579-1596), confermato dalla bolla di traslazione di papa Gregorio XIII (1 gennaio 1580), nella quale viene fatto chiaro riferimento allo stato di abbandono ed alla necessità di restauro della struttura architettonica. La prima metà del Seicento vide il decisivo tracollo della cattedrale con la traslazione definitiva delle spoglie di S. Berardo nella nuova cattedrale pescinese (1631). Nel Settecento la chiesa fu sottoposta ad un continuo saccheggio per il prelievo dei materiali da costruzione e nel secolo successivo era ormai ridotta ad un quinto della sua primitiva grandezza: nel 1894 la sopravvissuta prima campata d'ingresso sovrastata da una cupola esagonale fu ridotta a cappella, ma col terremoto del 1915 la sola facciata rimase in piedi, mentre il retro venne occupato da casette asismiche. Proprio sulla facciata, unica superstite della fabbrica medievale, si apre il grandioso portale romanico: circondato da una cornice rettangolare ed affiancato da due monofore strombate, presenta più giri di arco a tutto sesto con le colonne circolari di marmo sormontate da capitelli; le due colonne esterne, che sorreggono l'arco principale, poggiano sul dorso di due leoni stilofori, oggi deturpati. Gli stipiti e l'architrave sono decorati con tralci di vite, grappoli, uccelli e volute eleganti e leggere che terminano da un lato con una colomba che si disseta e dall'altro con una testa di demonio, di ispirazione classica. Per quanto riguarda l'interno, dalle descrizioni sei-settecentesche dell'edificio, sappiamo che la chiesa doveva avere una struttura basilicale con pianta rettangolare a tre navate (m. 21,79 x 33,64), con cinque campate interne divise da pilastri quadrati e concluse da un'abside semicircolare, un campanile a pianta quadrata sul lato sinistro ed un porticato esterno, testimoniato da un bel capitello posto sull'attacco delle arcate, con la facciata principale sul versante sud.
Informazioni:  Bibliografia: Di Giacomo S., Consalvo Carelli, Napoli 1901. Grassi G., I pittori Carelli, Napoli 1929. Napier F., Pittura napoletana dell'Ottocento, Fiorentino, Napoli 1956
Consalvo Carelli, Chiesa di S. Sabina. Giulianova, Pinacoteca Civica "Vincenzo Bindi".
Portale della chiesa di S. Sabina a S. Benedetto dei Marsi.