Paesaggio nell'Arte - Provincia dell'Aquila
Consalvo Carelli, Trasacco
Comune:
Trasacco
Come arrivare:
A24, uscita Avezzano; proseguire per 20 km in direzione Trasacco
Notizie:
La veduta della chiesa dei SS. Rufino e Cesidio a Trasacco (cm. 33 x 24) fa parte della serie di disegni realizzata nel corso dell'Ottocento da Consalvo Carelli (v. scheda autore), su commissione di Vincenzo Bindi, per illustrare il suo "Monumenti storici ed artistici degli Abruzzi" (1889). Si tratta di uno studio dal vero nel quale la chiesa in abbandono fa da sfondo alla scena in primo piano che ritrae una contadina in costume (con la tipica conca sul capo), accanto ad un altro gruppo di contadini con un asino ed alcuni covoni; faceva parte della Collezione Bindi ed è attualmente conservato presso la Pinacoteca Civica "Vincenzo Bindi" di Giulianova.
La basilica dei SS. Rufino e Cesidio, uno dei più importanti luoghi di culto dell'entroterra abruzzese, si ritiene sia stata fondata nel III secolo dal vescovo Rufino e dal presbitero Cesidio (padre e figlio, martiri secondo la tradizione), inviati dal papa ad evangelizzare la Marsica. Nell'anno 936 la chiesa venne distrutta dai Magiari, ma fu ricostruita immediatamente dopo; rimaneggiata nel corso del Cinquecento, nel 1618 venne ampliata con la costruzione della quarta navata sul fianco sinistro ad opera di Cicerone De Blasis, ampliamento resosi necessario per l'ingente afflusso di pellegrini che accorrevano a venerare i santi titolari della chiesa. Di notevole interesse artistico sono i due portali, detti "degli uomini" e "delle donne": per quanto riguarda il primo, che si apre a metà del fianco destro, era così chiamato perché vi entravano gli uomini che partecipavano alla messa nella parte destra della chiesa; databile alla seconda metà del XV secolo, si presenta come mescolanza di vari stili (incorniciatura romanica con elementi ornamentali di questo stile misti ad altri classicheggianti e dunque già rinascimentali). Di epoca anteriore, invece, è il portale "delle donne", con stipiti ed architrave decorati a meandri d'acanto, che oggi rappresenta l'ingresso principale alla basilica.
Informazioni:
Bibliografia: Di Giacomo S., Consalvo Carelli, Napoli 1901. Grassi G., I pittori Carelli, Napoli 1929. Napier F., Pittura napoletana dell'Ottocento, Fiorentino, Napoli 1956

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