Sommario della pagina:
stampa questa paginastampa questa pagina
Personalizza lo stile

Paesaggio nell'Arte - Provincia dell'Aquila

Bidauld Jean Joseph Xavier, Veduta della città di Avezzano al bordo del lago di Celano, Regno di Napoli

Comune:  Avezzano
Come arrivare:  A24, uscita MAGLIANO DEI MARSI - SCURCOLA MARSICANA - TAGLIACOZZO, proseguire per 8 km in direzione Avezzano.
Notizie:  Il dipinto, un olio su tela (cm. 37 x 49) intitolato "Monte Tino o Serra di Celano dipinto da Avezzano", fu realizzato nel 1789 dall'artista francese Jean-Joseph-Xavier Bidauld (v. scheda autore), durante il suo soggiorno in Italia centro-meridionale, protrattosi dal 1785 al 1790; è firmato e datato (J. PH. BIDAULD 1789). Secondo il catalogo del museo del Louvre (dove il dipinto è attualmente conservato nel "Département des Peintures", dopo esser stato acquistato da Joseph Bidauld nel 1847, alla morte dell'autore), il titolo dell'opera sarebbe in realtà "Vue de la ville d'Avezzano, au bord du lac de Cellano, royaume de Naples" (ovvero "Veduta della città di Avezzano, sulle rive del lago di Celano, regno di Napoli"). Nella scheda redatta dal museo si legge: "Probabile copia di un dipinto esposto al Salon del 1793 (perduto), questo paesaggio sereno, con i piani chiaramente organizzati e minuziosamente descritti, ma con un senso particolare del grandioso, s'iscrive in una tradizione del paesaggio francese a partire da Claude Lorrain e da Vernet, tornata in auge in epoca neoclassica"; oltre a ciò (e ben più rilevante) si tratta indubbiamente di un importante documento storico, che ci consente di vedere come poteva apparire il "capoluogo" della Marsica prima dei disastrosi eventi che hanno colpito questa città ed il suo comprensorio nel corso del XX secolo. Avezzano, alle pendici del Monte Velino, giace sul bordo nord-occidentale dell'altopiano del Fucino, che presenta un'altitudine variabile dai 680 ai 750 metri. Per quanto riguarda l'origine del nome "Avezzano" una delle ipotesi più accreditate lo fa derivare dal toponimo prediale "Avidianum" (dal gentilizio "Avidius"), che è ben attestato nella vicina colonia romana di Alba Fucens; dunque il nome altomedievale "Avez(z)ano" era probabilmente dovuto alla presenza di un "fundus Avidianus", ossia di una proprietà agricola appartenente alla gens Avidia. Un'altra ipotesi fa derivare il nome dal saluto "Ave Iane", motivato dalla presenza in zona di un tempio dedicato a Giano, presso il quale sarebbero state rinvenute iscrizioni riportanti il saluto in questione; difficilmente si riesce a credere ad una tale spiegazione del toponimo, anche se essa è riportata in diversi testi sulla storia di Avezzano e dimostra, quindi, di godere di una certa fortuna. La prima data importante nella storia di Avezzano è il 1361, quando la città venne saccheggiata e parzialmente distrutta da Francesco del Balzo, duca di Andria, perché schierata a fianco del suo rivale e genero, il principe di Taranto Filippo. In seguito divenne feudo degli Orsini (ai quali si deve la costruzione del maestoso castello) e più tardi dei Colonna, mentre nel 1811 assurse a capoluogo di Distretto e sede della Sottintendenza (una delle quattro dell'Abruzzo Ulteriore II), pur conservando ancora l'aspetto di un piccolo borgo contadino. È solo dopo l'Unità d'Italia, e dopo essere stata per alcuni mesi (tra il 1860 e il 1862) luogo di scontri fra borbonici e piemontesi, che Avezzano comincia ad assumere fisionomia più moderna e dimensioni maggiori, ma è soprattutto il prosciugamento del Fucino ad opera del principe Torlonia a trasformarla definitivamente in una città. La prima metà del secolo successivo riserva solo brutte sorprese ad Avezzano: il 13 gennaio 1915 la città viene interamente distrutta da un fortissimo terremoto, mentre il 22 e 23 maggio 1944 è costretta a subire ulteriori gravi danni in seguito ai bombardamenti aerei alleati; per questo motivo la città è oggi contraddistinta da una struttura urbanistica decisamente nuova (caratterizzata da strade larghe e rettilinee) e dalla quasi completa assenza di monumenti antecedenti il XX secolo, circostanze che le hanno conferito un aspetto del tutto diverso da quello della città antica, come testimoniato dal dipinto in oggetto nonché dai disegni e dalle foto realizzati da colti viaggiatori stranieri tra il XIX ed il XX secolo.
Jean-Joseph-Xavier Bidault, Monte Tino o Serra di Celano dipinto da Avezzano. Parigi, Musée du Louvre.
Jean-Joseph-Xavier Bidault, Monte Tino o Serra di Celano dipinto da Avezzano (particolare). Parigi, Musée du Louvre.
Avezzano, panorama.