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Paesaggio nell'Arte - Provincia di Chieti

Anonimo, Lanciano viene preservata dal terremoto per intercessione di S. Emidio

Comune:  Lanciano
Come arrivare:  A14, uscita LANCIANO, proseguire per 8 km in direzione Lanciano.
Notizie:  L'oleografia, opera di anonimo, raffigura la città di Lanciano che viene risparmiata dal terremoto del 1881-82 per intercessione di S. Emidio, protettore appunto contro i terremoti; si riconoscono in particolare l'alta torre, unico avanzo della chiesa di S. Giovanni, la cattedrale, il Teatro Comunale "Fenaroli" ed i portici, che fanno da cornice a Piazza Plebiscito, vivace "salotto" del "capoluogo" frentano. Lanciano, grosso centro della Val di Sangro formato da una parte moderna pianeggiante e dal centro storico diviso in quattro quartieri su altrettante colline, ha origini molto antiche: è la "Anxanum" che fu municipio romano ascritto alla tribù Arniense (citata come "mansio", stazione, nella Tabula Peutingeriana e nell'Itinerarium Antonini), ma sorse sicuramente su un precedente centro dei Frentani, benché non ci siano resti monumentali visibili in città. Una tradizione riportata da due storici del '600, Giacomo Fella e Pietro Pollidori, attribuisce la fondazione della città ad un compagno di Enea, Solimo, scampato anch'egli alla distruzione di Troia: chiamò il nuovo centro "Anxanon" dal nome di suo fratello Anxa e contemporaneamente, sempre secondo la tradizione, Solimo fondò anche Sulmona (la storia dello stesso fondatore è confermata da vari documenti medievali nei quali si fa riferimento alla comune origine delle due città). Nel Medioevo Lanciano fu gastaldato longobardo e possedette più di 40 feudi (molti dei quali le furono sottratti dall'imperatore Carlo V per aver dato il proprio appoggio ad Odet de Foix-Lautrec, generale del re di Francia Francesco I); dal 1154 la città venne chiamata "Lanzano" e presero forma i quattro quartieri storici (Lancianovecchia, Borgo, Civitanova e Sacca). Proprio tra il XII ed il XV secolo raggiunse il suo massimo splendore grazie allo sviluppo delle fiere, per le quali giungevano in città mercanti da tutto il mondo (questa sua condizione di superiorità durò fin quando, nel 1718, sorse il mercato franco di Senigallia); proprio per questo motivo Ferdinando d'Aragona stabilì attraverso un editto (1515) che a Lanciano i mercanti di qualsiasi provenienza o religione avrebbero goduto di ampia protezione e che sarebbero stati "salvi e sicuri" per tutto il periodo delle fiere, durante il quale veniva eletto il Mastrogiurato il cui compito era quello di far rispettare la "Pace di Fiera". Nel XVII secolo, a causa della soppressione di questo privilegio da parte del re di Spagna Filippo III e di una tremenda pestilenza (1656), iniziò un periodo di graduale decadenza della città che nel 1640 fu creata baronia e venduta dal viceré Medina Las Torres al duca di Castro Alessandro Pallavicini all'insaputa del re; poco dopo (1646) pervenne in possesso del marchese Ferdinando d'Avalos del Vasto e dei suoi eredi, il cui dominio terminò nel 1778, quando i cittadini si ribellarono e riuscirono ad ottenere nuovamente lo status di città di dominio regio. Durante il Risorgimento Lanciano svolse un ruolo attivo in varie sollevazioni antiborboniche: moti insurrezionali a carattere popolare si verificarono nel 1848, '49 e '53 e appena il giorno dopo l'entrata in Napoli di Garibaldi (8 settembre 1860) la città deliberò la sua annessione al futuro Regno d'Italia; anche in seguito il capoluogo frentano si mantenne sempre ancorato a questi principi di libertà e di democrazia meritandosi la medaglia d'oro al valore militare per essersi ribellata all'invasore tedesco durante l'ultima guerra mondiale.
Anonimo, Lanciano viene preservata dal terremoto per intercessione di S. Emidio.
Veduta della torre in Piazza Plebiscito a Lanciano.
Veduta della cattedrale in Piazza Plebiscito a Lanciano.