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Pittura medievale provincia di Pescara

Chiesa di Sant' Agostino

Comune:  Penne
Provincia:  pe
Come arrivare:  A24/A25 RM-PE uscita Pescara Nord-Città S.Angelo-Montesilvano/ proseguire in direzione Montesilvano/ Cappelle sul Tavo/ Loreto Aprutino/ Penne da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ A25 direzione Pescara uscita Pescara Nord-Città S.Angelo-Montesilvano/ proseguire in direzione Montesilvano/ Cappelle sul Tavo/ Loreto Aprutino/ Penne
Autore:  Luca d'Atri (?), Antonio da Atri (?)
Notizie:  All'interno della chiesa di S. Agostino a Penne sono emersi dallo scialbo degli interessanti affreschi, danneggiati e lacunosi in più parti, ma utilissimi alla ricostruzione del panorama pittorico dell'Abruzzo medievale. Il ritrovamento risale al 1929 ma è solo a partire dagli anni Ottanta dello stesso secolo che l'affresco diviene oggetto di trattazioni scientifiche accurate ed è portato a conoscenza di un più largo pubblico. Si tratta di una Crocifissione e di Santi disposti entro due riquadri: in uno riconosciamo S. Giacomo Maggiore e S. Paolo, nell'altro S. Caterina d'Alessandria, S. Antonio Abate e S. Orsola (?). Le delicate figure dei Santi sono ordinate una accanto all'altra in pose eleganti e in abiti descritti con accuratezza di particolari; accanto a S. Caterina è inoltre distinguibile la figura inginocchiata di un committente, dipinto in dimensioni ridotte in segno di rispetto; più in basso trova spazio anche un piccolo maiale, animale tradizionalmente legato alla raffigurazione di S. Antonio Abate; l'azzurro del cielo ed una sintetica rappresentazione di un paesaggio roccioso fanno da sfondo. Molto più dinamica è la composizione della scena con la Crocifissione: una colorata e affaccendata moltitudine di personaggi, fortemente caratterizzati nei gesti, nei tratti fisionomici e negli abiti, gravita intono alle tre croci del Golgota; sono ancora visibili le figure dei ladroni, mentre la grande lacuna al centro dell'affresco ha irrimediabilmente danneggiato la raffigurazione di Cristo. Alla destra della scena già drammatica è inserita la macabra rappresentazione di un impiccato (Giuda?), il cui corpo è divorato da avvoltoi, mentre l'anima è rapita dai diavoli. L'artista mostra da un lato l'incertezza nella distribuzione dei personaggi che si sovrappongono uno all'altro senza creare lo spazio, dall'altro una grande qualità narrativa, capace di introdurre particolari che rendano più realistico l'insieme, come ad esempio la figura sulla scala che sta per spezzare le gambe al ladrone ("Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme a lui", Giovanni 19,32) con la veste sdrucita e tenuta sul petto da un laccio allentato. La teoria dei Santi e la Crocifissione sicuramente facevano parte di un più ampio programma raffigurativo, condotto in tempi diversi; come sottolinea il Bologna (Bologna F. 2003), l'analisi stilistica induce a ritenere i ritratti dei santi opera precedente la realizzazione della Crocifissione, dato che trova conferma dalla sovrapposizione degli intonaci dipinti. Secondo il Bologna il pittore che realizza i riquadri con i Santi riflette la stessa realtà culturale che informa l'artista noto come Maestro di Offida, che su proposta del De Castris (Leone de Castris, 2001) è da identificare con il pittore Luca d'Atri. I dipinti di S. Agostino mostrano infatti delle importanti affinità con opere attribuibili al Maestro di Offida (o Luca di Atri), come la Madonna con Bambino di S. Comizio presso Navelli, oggi conservata presso il Museo Nazionale dell'Aquila, alcuni dipinti del Duomo di Atri e l'affresco absidale di S. Maria in Cerulis presso Navelli (Bologna F. 2003). Ad Antonio da Atri è invece attribuita la Crocifissione, realizzata probabilmente subito dopo il soggiorno aquilano che si svolse tra il 1383 (lunetta della chiesa di S. Amico) e il 1397 (lunetta della perdonanza a S. Maria di Collemaggio). L'affresco di Penne, insieme ad altre opere di Antonio di Atri, riflette la conoscenza delle opere assegnate al cosiddetto Maestro del Trittico di Beffi, in primis del prezioso ciclo aquilano di S. Silvestro; rappresenta quindi un'altro importante tassello per la ricostruzione dei rapporti di conoscenza e scambievole influenza tra i due grandi pittori abruzzesi.
Informazioni:  Municipio tel. 085-821671
Penne, chiesa di S. Agostino, Crocifissione
Penne, chiesa di S. Agostino, Crocifissione, veduta
Penne, chiesa di S. Agostino, Crocifissione, soldato
Penne, chiesa di S. Agostino, Crocifissione, Giuda (?)
Penne, chiesa di S. Agostino, Crocifissione, astanti
Penne, chiesa di S. Agostino, Crocifissione, particolare
Penne, chiesa di S. Agostino, Crocifissione, particolare di un volto
Penne, chiesa di S. Agostino, Crocifissione, particolare di un soldato
Penne, chiesa di S. Agostino, S. Giacomo Maggiore, particolare
Penne, chiesa di S. Agostino, S. Paolo, particolare
Penne, chiesa di S. Agostino, S. Caterina, particolare
Penne, chiesa di S. Agostino, S. Antonio Abate, particolare
Penne, chiesa di S. Agostino, S. Orsola, particolare