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Scultura medievale provincia dell'Aquila

Ciborio. Chiesa di S. Pietro ad Oratorium

Comune:  Capestrano
Provincia:  aq
Come arrivare:  A25, uscita Bussi/Popoli/l'Aquila; proseguire per 15 km in direzione Popoli/Ofena/Capestrano
Notizie:  Il ciborio di San Pietro ad Oratorium non è datato ma dalle caratteristiche stilistiche che presenta se ne deduce l'appartenenza al XIII secolo. Il raffronto con il ciborio di Santa Maria di Bominaco ha permesso una datazione più precisa intorno agli anni trenta del Duecento. Il motivo dell'architrave e quello dei capitelli fanno pensare ad uno scultore che, pur lavorando in un Duecento già avanzato, risente della maniera dei primi anni del secolo. Sostiene il Gandolfo (Gandolfo, 2004) che lo scultore del ciborio è arcaizzante nel senso che si mantiene ancorato ad un repertorio precedente rispetto al momento in cui opera. Ma le diversità stilistiche presenti nel ciborio fanno ipotizzare la presenza di due distinti scultori portatori di due concezioni artistiche diverse, quella romanica e quella gotica. Elementi romanici si trovano nell'architrave frontale e nei capitelli e presentano affinità con i pulpiti di San Clemente a Casauria, di Santa Maria Maggiore a Pianella e con il portale della stessa chiesa di San Pietro. Elementi gotici sono gli archetti ogivali del coronamento, i bottoni cistercensi dei capitelli posteriori e dei capitelli della copertura che troviamo nei motivi di Santa Maria d'Arabona (Manoppello) e nelle colonnine dell'abside di Santa Maria in Val Porclaneta (Magliano dei Marsi, Rosciolo). Alla personalità più arcaizzante si devono i motivi del doppio tralcio presente sull'architrave e i motivi dei relativi capitelli, ad una personalità a noi più vicina nel tempo e più aggiornata si attribuiscono i motivi gotici. Il ciborio si presenta con una solida struttura in pietra bianca scolpita messa in risalto dal rosso ocra della parete di fondo. Esso appartiene alla tipologia diffusa nell'Italia centrale all'inizio del XIII secolo, che discende dal tipo romano, introdotto non direttamente da Roma ma attraverso mediazioni che ne hanno modificato alcune caratteristiche. Esso poggia su quattro colonne a fusto cilindrico e base attica con foglie protezionali. I capitelli sono uguali a due a due: quelli anteriori presentano stilizzazioni vegetali con foglie angolari striate e al centro un elemento vegetale da cui partono caulicoli ricchi di foglie; quelli posteriori presentano una campana costituita da otto foglie a forma di voluta con gemme sferoidali. L'architrave ripropone il motivo del portale cioè quello del tralcio vegetale che si origina dalla bocca di un drago e si sviluppa in volute complesse. La parte superiore è costituita da un ordine di archetti intrecciati poggianti su colonnine che sostengono una cupola poligonale, su cui poggia una lanternina costituita da un secondo ordine di otto colonnine ed una cuspide. La struttura degli archetti ha funzione di raccordo tra la forma quadrangolare della base e quella poligonale della cuspide. Le colonnine sia del primo sia del secondo ordine ripropongono, nelle basi e nei capitelli, i motivi delle colonne di sostegno posteriori. Quelle del primo ordine sono collegate tra loro per mezzo di archetti a sesto acuto, ottenuti dall'incrocio di archi ribassati alternati. La particolarità di questa struttura è nella decorazione a maiolica per cui questo ciborio rappresenta un unicum in Abruzzo. Gli elementi maiolicati sono inseriti nei triangoli che risultano dagli incroci delle arcatelle. Si tratta di sedici piastrelle in maiolica con disegni geometrici nei colori del verde, bruno di manganese e giallo su fondo bianco. Soltanto sette piastrelle sono integre e in buone condizioni, delle altre restano solo pochi frammenti. Singolare è l'utilizzo della maiolica all'interno della chiesa se si tiene conto del fatto che a quei tempi essa svolgeva la sua funzione decorativa all'esterno delle stesse. Non si può stabilire con certezza la provenienza di questi pezzi in maiolica per cui è necessario affidarsi a delle ipotesi. Il fatto che a Bussi, nel Seicento, esistesse un centro per la lavorazione della ceramica ci autorizza a supporre l'esistenza di questa attività anche per epoche precedenti fino a risalire all'età romanica. Sulla datazione di queste piastrelle maiolicate ci sono due ipotesi diverse. La prima, facendo riferimento alla presenza di una maestranza arcaizzante, le fa risalire al Duecento, di cui sarebbero gli unici esempi in Abruzzo. La seconda si basa su un'analisi stilistica: i motivi decorativi e i colori utilizzati fanno pensare ad una ceramica proto rinascimentale.
Materia tecnica:  pietra bianca e maiolica
Informazioni:  Curia diocesana tel. 0862-25548
Capestrano, S. Pietro ad Oratorium, ciborio, base di una colonna
Capestrano, S. Pietro ad Oratorium, ciborio, particolare della fronte
Capestrano, San Pietro ad Oratorium, ambone
Capestrano, S. Pietro ad Oratorium, ciborio, capitello