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Scultura medievale provincia dell'Aquila

Ambone. Chiesa di S. Nicola

Comune:  Capistrello
Frazione:  Corcumello
Provincia:  aq
Come arrivare:  A25, uscita Magliano dei Marsi; proseguire in direzione Tagliacozzo
Notizie:  L'ambone di San Nicola, secondo quanto testimoniato dall'iscrizione letta per la prima volta dall'Antinori, risale al 1267, quando l'abate Bernardo e due monaci ne commissionarono la realizzazione ad un certo Stefano di Moscino, artista abruzzese. In origine esso si trovava nell'abbazia di San Pietro da cui, in un secondo momento, sarebbe stato trasferito nell'attuale collocazione. Oggi esso si presenta in forma diversa rispetto all'originale sia a causa dei danni e delle perdite subite durante il trasporto sia a causa di cattive operazioni di restauro. Nel trasporto sono andate perdute alcune parti, come il lato posteriore, così che sembra che l'ambone sia stato tagliato a metà; manca anche una parte dell'architrave del lato sinistro sostituita con un marmo lineare; la cornice tra la cassa e l'architrave è frutto di un rifacimento in forme molto semplici; è scomparso parte dell'architrave del lato destro con parte dell'iscrizione su riportata. Di quest'ultima resta la data di esecuzione (1267), mentre sono andate perdute le parti relative ai nomi dei committenti e dell'autore, notizie che sono state salvate da chi precedentemente aveva riportato l'iscrizione. Disattenzioni legate al rimontaggio sono evidenti nella sistemazione, nella fronte principale, dei simboli degli Evangelisti posti nei plutei a fianco del lettorini, che risultano insolitamente rivolti in direzione opposta rispetto a questo, per cui si può ipotizzare uno scambio di posizione. L'ambone ha la struttura tipica abruzzese con cassa a pianta rettangolare poggiante su colonne e lettorino sporgente. Le colonne anteriori hanno basi attiche rialzate e capitelli a motivi vegetali che risentono dello stile borgognone, particolarmente evidente nella resa delle foglie angolari che si avvolgono sotto l'abaco a formare bottoni laterali. L'architrave, abbastanza alto, è decorato a motivi vegetali e figure di animali. Il tralcio si presenta liscio e poco rilevato rispetto al fondo con foglie dall'andamento affusolato. Questo tipo di esecuzione non trova riferimenti immediati nel panorama abruzzese. Diversa è la realizzazione della cornice superiore alla cassa, sicuramente originaria. Essa riporta, con qualche variante, il motivo della doppia corona di foglie contrapposte che ritroviamo nei capitelli dei portali di Santa Maria delle Grazie a Luco dei Marsi e che fa supporre l'intervento di uno scultore marsicano. Al centro della fronte si trova il lettorino sul quale è scolpita, ad altorilievo, un'aquila che afferra negli artigli un serpente, motivo che troviamo nel lettorino del Museo Diocesano di Atri. Nei pannelli laterali si trovano i simboli degli evangelisti: a sinistra il toro e il leone, a destra l'aquila e l'angelo. Le figure sono in posizione laterale ed insolitamente rivolte verso l'esterno anziché verso la parte centrale, quella principale. Significativo è il copricapo dell'angelo, una cuffietta che scende fin sulle orecchie, molto diffuso intorno alla metà del Duecento e ricorrente nelle opere legate alla corte federiciana. Il modo in cui viene realizzato il panneggio dell'abito, aderente alla forma del corpo, è in contrasto con i modi degli scultori marsicani, ma sembra indicare la conoscenza, da parte dello scultore di modelli federiciani. Nel davanzale di sinistra sono i santi Pietro e Paolo, due figure solenni e impacciate al tempo stesso, che presentano un panneggio delle vesti simile a quello dell'angelo; nel davanzale di destra è una donna con un bastone nell'atto di calpestare un animale e accanto ad essa una rosa tipica abruzzese ma di resa molto inferiore ad altri esemplari. La donna è probabilmente una raffigurazione simbolica. Tra le ipotesi quella più accreditata vede in essa la rappresentazione della Sinagoga che andava a contrapporsi all'immagine allegorica della Chiesa, che doveva trovarsi nella metà mancante del pluteo, sulla destra. Le analogie rilevate fanno supporre che l'autore delle parti figurate del pulpito sia unico e cioè il "magister Stephanus de Moscino" che lo firma. Sulla parte frontale dell'ambone, in particolare alla base del lettorino e nelle fasce laterali, sono rimaste parti di decorazione a mosaico che inducono a supporre una più estesa decorazione musiva.
Iscrizioni:  ai piedi di due figure di santi, sul davanzale di sinistra: ANNO DOMINI MCCLXVII NOS BER. ABB. DOPNI PETRUS ET NOTARY IOHANNIS HUIUS ECCLESIE MONICI HOC OPUS FIERI FECIMUS PER MANUS MAGISTRI STEPHANI DE MOSCINO'.
Materia tecnica:  Pietra
Informazioni:  Curia diocesana tel. 0863-791346
Corcumello, S. Nicola, ambone, lato sinistro
Corcumello, S. Nicola, ambone, lato destro
Corcumello, S. Nicola, ambone, fronte principale