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Siti Archeologici Provincia dell'Aquila

Peltuinum

Comune:  Prata d'Ansidonia
Tipologia:  Sito romano, domus, porta urbica, teatro, tempio
Come arrivare:  A24 RM-TE uscita L'Aquila Est/ proseguire lungo la SS 17 direzione Navelli/ Prata d'Ansidonia da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ L'Aquila/ Navelli/ Prata d'Ansidonia
Notizie:  Peltuinum è il nome di una città romana che sorgeva lungo la via Claudia Nova corrispondente all'attuale località di Civita Ansidonia, tra Prata d'Ansidonia e Castel Nuovo. Il toponimo e' conservato in quello della vicina chiesa di San Paolo ad Peltuinum. L'urbanizzazione sembra risalire all'Età Augustea come testimoniano i monumenti superstiti. Peltuinum non divenne mai municipio ma rimase sempre praefectura, governata da praefecti e da aediles. Il culto principale pare sia stato quello di Venere Felice, amministrato da sacerdotesse e da magistrae. La città occupava una superficie piuttosto ampia, definita dalla cinta muraria in opera cementizia con rivestimento a blocchetti di calcare di grandi dimensioni, ancora esistente per lunghi tratti e comunque completamente ricostruibile. La superficie, di circa 22 ettari, è di forma irregolare e misura circa m 650 in direzione est-ovest, e 600 in direzione nord-sud. Era attraversata da est a ovest dalla via Claudia Nova, che qui corrisponde al tratturo, sulla quale si innestavano una serie di vie secondarie ortogonali ad essa, ancora leggibile nella partizione dei campi. La caratteristica di queste vie sta nel fatto che non erano basolate ma glareate e quindi non lastricate. Sempre parzialmente si conserva anche la porta occidentale. Essa era parte integrante di un sistema difensivo costituito da tre torrioni, due dei quali a difesa della porta ed aggettanti rispetto ad essa. La porta, realizzata in opera quadrata, era del tipo a doppio fornice con pilastri a pianta rettangolare di cui resta solo il nucleo cementizio di fondazione. Degli edifici pubblici si conserva solo il Teatro, che, contrariamente al solito, è collocato fuori le mura ed addossato a queste, sul lato sud. La fase di impianto è sicuramente di Età augustea, contemporanea alle mura e ad altri edifici privati, mentre il suo ampliamento si colloca nella metà del I secolo d.C. in coerenza con la monumentalizzazione dell'area forense, con cui il Teatro era senz'altro collegato. Il diametro era di circa 58 metri. Molto poco è oggi visibile della scena. La tecnica edilizia consiste in opera cementizia con paramento in reticolato, sostituito in alcuni punti da blocchetti disposti orizzontalmente simili a quelli delle mura, ma più piccoli. E' nota anche la posizione dell'Anfiteatro, testimoniata dall'affossamento del terreno sul lato nord della città: curiosamente esso era all'interno delle mura. Si rovescia così il rapporto abituale tra le ubicazioni dei due più comuni edifici dello spettacolo. Ciò significa che le dimensioni dell'abitato dovevano essere molto ridotte e che restavano ampi spazi intramuranei da dedicare all'edilizia pubblica. E' stato possibile individuare anche la collocazione di un Tempio di ordine corinzio, prostilo, esastilo, con tre colonne sul prolungamento delle ante, orientato in direzione nord, planimetricamente coordinato al resto della città. E' stato possibile determinare le dimensioni della cella (17 x 17,70 m) e la pavimentazione in opus sectile a formelle quadrate marmoree ed il basamento pertinente alla statua di culto. Probabilmente c'era anche un colonnato interno forse a doppio ordine, ravvicinato alle pareti dei lati lunghi. Successiva alla edificazione è la ricca decorazione, caratterizzata da perle ed astragali e relativa alle colonne dell'ordine interno della cella mentre il capitello di gusto barocco è pertinente al pronao. La cornice del tempio era a kyma lesbio continuo, impostato su gola rovescia cui seguono una fascia a dentelli, un kyma ionico, ed una gola diritta ornata da palmette. E' stata identificata una porticus, caratterizzata da una planimetria di forma quadrata a ferro di cavallo, con un muro di fondo in opera reticolata. Il porticato, che si raccorda al tempio all'altezza della fronte, aveva due ingressi in posizione speculare sugli spigoli nord-est e nord-ovest. Sono stati riconosciuti due livelli pavimentali di cui restano tracce di mosaico. Sono stati messi in luce due impianti di case del tipo domus, utilizzate in maniera continuativa per lungo tempo, come documentano le strutture murarie restaurate ed integrate in più punti. Lungo la viabilità principale ed in zone interne strutturate a cortile erano presenti delle botteghe. La caratteristica più evidente appare l'utilizzo di elementi lapidei smontati da altri edifici e rimessi in opera per lo più con funzione di soglie. Dei grandi sepolcri, che dovevano affiancare la via Claudia Nova esternamente alla città, è ancora conservato un grande nucleo di monumento funerario fuori della porta occidentale. La città romana sopravvisse fino al V sec. Ma possiamo affermare con certezza che ancora nel 1600 compariva in parte abitata e, dalle ultime ricerche, che il sito antico fu utilizzato almeno fino al XVII secolo.
Informazioni:  Curia diocesana dell'Aquila tel. 0862-25548; Municipio tel. 0862-931214
Prata d'Ansidonia, Peltuinum, veduta aerea
Prata d'Ansidonia, Peltuinum, veduta
Prata d'Ansidonia, Peltuinum
Prata d'Ansidonia, Peltuinum, il teatro romano