Sommario della pagina:
stampa questa paginastampa questa pagina
Personalizza lo stile

Siti Archeologici Provincia dell'Aquila

Carseoli

Comune:  Carsoli
Tipologia:  Anfiteatro, santuario, teatro
Come arrivare:  A24 RM-TE uscita Carsoli-Oricola/ seguire indicazioni per Carsoli/ Colli di Montebove. Da Napoli: A1 NA-RM fino a Roma Est/ proseguire su A24 RM-TE in direzione L'Aquila-Pescara uscita Carsoli-Oricola/ seguire indicazioni per Carsoli.
Notizie:  L'antico centro abitato, inizialmente dal popolo degli Equi, nel 304 a.C. divenne Colonia latina con il toponimo Carseoli. Agli inizi del I secolo a.C., insieme ad Alba Fucens, Carseoli si schierò apertamente con Roma durante il bellum Marsicum (Guerra Sociale) causando la sconfitta del gruppo marsico guidato dal Console Pompedio Silone, L'area fu, per lungo tempo, causa di dissidio fra gli insorti, soprattutto Marsi e gli eserciti romani. In epoca giulio-claudia il centro divenne municipium retto da quattuorviri, ed iscritto una parte alla tribù Aniensis e una parte alla Regio IV (Sabina et Samnium), come si attesta in numerose epigrafi. Da una iscrizione successiva sappiamo che divenne di nuovo colonia. Limitate sono le attestazioni delle fonti sulla città in età imperiale romana e solamente Ovidio, che era costretto ad attraversarla spesso durante i viaggi verso la nativa Sulmo, la ricorda per il clima freddo, la fertilità del suolo e soprattutto per l'episodio della vulpes carseolana che, con una fascina ardente attaccata sul dorso, avrebbe incendiato le messi, provocando un diretto intervento delle autorità sulle tutte le volpi dell'area marsicana. In realtà nel racconto di Ovidio si riconosce un rituale magico che si compiva sui cereali come azione purificatrice e fecondante. La ricchezza delle messi carseolane viene documentata anche da Columella e Plinio il Vecchio. Quest'ultimo ricorda l'episodio relativo al ricco cavaliere romano M. Anneius Carseolanus che nell'età di Pompeo (106-48 a.C.) aveva diseredato il figlio, episodio che trova riscontro in un'iscrizione locale e che conferma la loro presenza nel centro marsicano. Diverse iscrizioni di età imperiale, rinvenute nel territorio carseolano, segnalano anche la presenza delle corporazioni di boscaioli e falegnami, a testimonianza dell'intenso sfruttamento delle vicine foreste, che dovevano costituire una delle principali risorse economiche della zona. Il territorio, grazie alla sua posizione strategica, ebbe notevole prestigio in epoca tardo antica. Insieme ad Alba Fucens e a Varia, oggi Vicovaro, fu punto cruciale di collegamento tra Roma e l'antica Aternum cioè Pescara, durante la guerra gotico-bizantina del 537-538. Paolo Dicono ricorda la Carseoli romana in una relazione alla provincia Valeria. In località Civita di Oricola, al quarantatreesimo miglio, sono stati riportati alla luce resti di un circuito murario in opera quadrata in pietra tufacea, terrazzamenti in opera poligonale, resti di un tempio e di un acquedotto risalenti all'epoca tardo antica. Un'attenta lettura delle foto aeree ha riscontrato in quest'area anche resti di un teatro e, fuori le mura, di un anfiteatro, mentre ancora visibili sono i resti della poderosa struttura in blocchi di pietra, probabilmente un tempio, ma la cui interpretazione rimane problematica. Devastata dal longobardo Agilulfo e distrutta dai Saraceni, Carseoli riprese vita solamente nel medioevo per la sua ottima posizione strategica. Viene poi ricordata nei registri antichi come possedimento prima degli Orsini e poi dei Colonna. Nel 1982 e nel 1987 gli interventi di scavo da parte della Soprintendenza Archeologica d'Abruzzo hanno riportato alla luce nel pianoro, centrale e sul colle di San Pietro, i resti di un edificio pubblico e di un santuario. Numerosi i resti ceramici riportati alla luce, tra cui bucchero, ceramica d'impasto, intonaco di capanne ed ex voto, che confermano la presenza di un precedente centro fortificato degli Equicoli in quest'area.
Informazioni:  Municipio tel. 0863-9081