Sommario della pagina:
stampa questa paginastampa questa pagina
Personalizza lo stile

Siti Archeologici Provincia dell'Aquila

Santuario Fonte San Nicola

Comune:  Castel di Ieri
Tipologia:  Santuario
Come arrivare:  A24/A25 RM-PE uscita Pratola Peligna-Sulmona/ seguire indicazioni per Raiano/ Molina/ Castelvecchio Subequo/ Castel di Ieri da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ Pratola Peligna/ Raiano/ Castelvecchio Subequo/ Castel di Ieri
Notizie:  Il complesso si estendeva probabilmente su un'area di m. 120 x 90 ca., in un pianoro ai piedi di una parete rocciosa caratterizzato da notevoli accumuli di materiale di frana e di detriti, esito di una sorgente carsica, ora prosciugata, che si apriva ai piedi della parete stessa, che hanno praticamente sepolto le strutture che qui sorgevano e che sono state riportate in luce grazie ad uno scavo, d'emergenza prima e sistematico poi, eseguito dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo a partire dal 1987. Lo scavo ha permesso di portare in luce i resti di due edifici templari, uno più recente (A), risalente al II sec. a.C. e monumentalizzato nel secolo successivo, dopo la Guerra Sociale e un altro più antico (B) risalente al IV sec. a.C. (come prova una serie di depositi rituali contenenti materiale votivo). L'edificio A, il primo e meglio indagato, è un tempio su alto podio (largh. m. 15,12; lungh. m. 19,8), con basamento in opera poligonale (terza maniera, blocchi lisciati e ben connessi), foderato da lastre in pietra modanate che si addossano ad una gettata in opus caementicium molto spessa; il rivestimento, costituito da un sistema a tre lastre (base, centrale, coronamento), si conserva per intero sui lati posteriore e sinistro, mentre sul destro restano solo le lastre di base. Si accedeva al tempio tramite un'ampia gradinata, perfettamente conservata, che consentiva l'ingresso alla cella tripartita attraverso un profondo pronao, con quattro colonne sulla facciata e due poste al centro in seconda fila, in asse con i muri interni che distinguevano l'ambiente centrale dai due laterali. La cella, divisa in tre parti uguali, presenta ancora l'alzato di blocchi di travertino in opera quadrata, rivestiti con intonaco policromo all'interno e acromo all'esterno, dei quali rimane il primo filare mentre la struttura muraria di elevato era realizzata in blocchetti irregolari, rinvenuti nei crolli e negli strati pertinenti all'abbandono della struttura. I tre ambienti della cella conservano la pavimentazione musiva a piccole tessere bianche con fascia perimetrale nera, e quello mediano presenta al centro un emblema col motivo del meandro sviluppatosi intorno a cinque quadrati decorati con disegni geometrici e all'ingresso la già citata iscrizione musiva (databile alla metà del I sec. a.C.) che ricorda i tre personaggi che si occuparono dei lavori di costruzione e del "collaudo" del tempio ex pag(i) de[cr(eto)]. Sul fondo dell'ambiente centrale è il basamento della statua di culto (successivo alla costruzione del tempio), che occupa l'accesso ad un sub-ambiente, presente in tutte e tre le celle, caratterizzato da una soglia in pietra su cui sono visibili tracce di una cancellata e di una porta a battenti centrale, interpretabile come un armadio a vista utilizzato per la conservazione di oggetti connessi con il culto o con il carattere pubblico del tempio (archivio, "cassa comune", o deposito di denaro della comunità da utilizzare in casi di estrema necessità). L'edificio B, scoperto fortuitamente nel 1997 in seguito ai lavori per la copertura del complesso, è situato davanti alla gradinata d'accesso del tempio A, a due metri di profondità dal piano di calpestio dello stesso e presenta lo zoccolo in blocchetti di pietra e l'alzato in terra cruda. Nell'area sono stati rinvenuti materiali di varia natura: una scultura frammentaria in pietra locale raffigurante un leone, vari frammenti di marmo bianco venato combacianti ed un sedile in calcare locale decorato con finte rocce sono i ritrovamenti collegabili a statue di culto. Dalla decorazione del tempio più recente provengono antefisse, del tipo Vittoria alata e giovane stante nudo con mantello, frammenti della syma frontonale, degli antepagmenta e di altre lastre decorative fittili. Tra i materiali votivi in bronzo si segnalano una statuetta raffigurante Ercole in combattimento, un braccetto di offerente con patera e un piccolo zoccolo di animale. I materiali votivi fittili consistono in un ex-voto a mascherina e varie statuine, teste, mani, piedi e bovidi; inoltre un occhio in pietra e vasellame a vernice nera e in bronzo. Ad una fase più recente, infine, sono da attribuire resti di lucerne, anche bronzee, monete e alcuni riccioli in bronzo.
Informazioni:  Municipio tel 0864-79168
Castel di Ieri, resti di scavo