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Siti Archeologici Provincia dell'Aquila

Celano "Le paludi"

Comune:  Celano
Tipologia:  Necropoli
Come arrivare:  A24/A25 RM-PE uscita Aielli-Celano da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ Pratola Peligna/ A25 direzione Roma uscita Aielli-Celano
Notizie:  Sin dai tempi antichi il paese di Celano occupò la zona settentrionale della riva nord del Lago Fucino e solo in un secondo momento, a causa dei frequenti straripamenti del lago e in seguito alle frequenti invasioni, gli abitanti si trasferirono sul monte Tino. Tra il V e il VI sec. a.C. Celano era sicuramente un vicus con relativo oppidum la cui sussistenza era basata sulla pastorizia interna, e solo dopo la romanizzazione, nel III sec. a.C., con la nascita di uno dei maggiori tratturi che la collegava con Foggia, il paese acquistò importanza. Ma soltanto dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, le successive invasioni barbariche e la caduta di Alba Fucens il centro venne considerato caput Marsorum. In località le Gole, territorio compreso tra il comune di Aielli e quello di Celano, sono stati rinvenuti resti di murature sia in opera incerta che mista, resti di frammenti fittili, macine in trachite vulcanica e una statuetta in bronzo di Ercole. In località "le Paludi" gli scavi archeologici, iniziati nel 1980, hanno riportato alla luce uno dei più interessanti modelli abitativi e sepolcrali dell'età del bronzo del bacino fucense. Villaggio palafitticolo e necropoli del bronzo finale si susseguono con apparente contemporaneità e vengono datate XVII sec. a.C. o anche prima, visto che un'indagine effettuata su livelli più profondi ha riportato alla luce alcuni frammenti ceramici con superficie trattata "a squame" e un frammento con decorazione impressa di tradizione neolitica. Durante gli scavi sono emerse sei deposizioni a tumulo, intatte, oltre a centinaia di pali e buche di palo attribuibili sia a strutture abitative su elevato ligneo sia a passerella che collegavano le abitazioni tra loro e con la terra ferma. Grazie alla presenza costante di acqua, i pali lignei, i sarcofagi in cui erano adagiati i defunti, le derrate alimentari e tutti quegli elementi necessari alla ricostruzione complessiva dell'ambiente nel corso dell'età del bronzo, come per esempio la flora e la fauna, si sono preservati dai processi di disgregamento. La necropoli era stata costruita in una zona dove precedentemente sorgevano strutture abitative, come testimoniano i ritrovamenti dei pali lignei all'interno del perimetro delimitato dai tumuli o addirittura sopra le fosse, presenza spiegabile solo se pensiamo che, a causa dell'innalzamento del livello delle acque del lago, le sepolture non fossero più visibili e si ricominciasse a costruire. Le tipologie abitative appaiono complesse e di difficile ricostruzione: al momento è chiara la presenza di tre strutture di forma rettangolare a cui si possono ricondurre alcuni reperti per lo più ceramici. Sono venute alla luce sei tombe a tumulo e resti di una settima distrutta in antico, che hanno restituito alcune pietre della marginatura e pochi resti ossei. Tutte le tombe presentano la medesima tipologia strutturale: deposizione a sarcofago ricavato dal tronco di albero, a sua volta inserito in una fossa aperta al centro del tumulo marginato da pietre. Il corredo è essenziale: l'unico esemplare maschile recava con sé un rasoio in bronzo con evidenti valori simbolici, le donne indossavano fibule e aghi in bronzo e gli infanti erano privi di corredi. Altra località indagata archeologicamente è località "Ruscella" a sud del paese, a poche centinaia di metri ad est del villaggio in località "Paludi". Notevolmente stravolta da lavori agricoli è una piccola area funeraria con sepolture a fossa terragna, su letti di laterizi, orientate ovest-est. Lo strato di terra di riempimento ha restituito alcuni frammenti in ceramica acroma, databili al IV-VI sec. d.C. e resti di lucerne e aghi crinali in osso. Scavi più approfonditi hanno messo in luce, nello strato inferiore della necropoli, resti di edifici di precedente costruzione. Le due fasi di utilizzo dell'area erano interrotte da un considerevole fase di insabbiamento e da uno strato alluvionale composto essenzialmente da ghiaia e ciottoli. In località " le Paludi", non molto lontano dai resti del villaggio palafitticolo, sono stati rinvenuti: una ruota idrica lignea, frammenti di contenitori in ceramica comune, un coltellino, un piccolo punteruolo in ferro, piccoli oggetti in legno, diversi resti ossei di animali e frammenti di macine in pietra levigata che fanno presupporre l'esistenza, in epoca medievale, di un mulino. Molto probabilmente esso era di tipo vitruviano, mosso da una ruota idraulica verticale fornita di circa venti pale radiali e usufruiva un'alimentazione idrica dalla parte bassa, cioè l'acqua giungeva alla ruota attraverso un canale ligneo posto sotto di essa, da una gora artificiale scavata nel terreno e alimentata da sorgenti ubicate a monte dell'insediamento produttivo.
Informazioni:  Municipio tel. 0863-791226 Museo di Preistoria dell'Abruzzo tel. 0863-790357
Celano, località Paludi, villaggio palafitticolo
Celano, località Paludi, villaggio palafitticolo, fase di scavo
Celano, località Paludi, sepoltura in un tronco
Celano, localita Paludi, sala del Museo di Preistoria, oggetti metallici
Celano, localita Paludi, sala del Museo di Preistoria, decorazioni ossee