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Siti Archeologici Provincia di Chieti

Trebula

Comune:  Quadri
Tipologia:  Sito preromano-romano-medievale (ruderi e rinvenimenti sporadici)
Come arrivare:  A24/A1 RM-NA uscita San Vittore/ proseguire in direzione Venafro/ Isernia/ Castel di Sangro/ Ateleta/ Quadri da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ proseguire in direzione Isernia/ Castel di Sangro/ Ateleta/ Quadri
Notizie:  Nel comune di Quadri, alla sinistra del fiume Sangro, a km 3 dal centro abitato, è ubicata la chiesa medievale di Santa Maria dello Spineto. Sulla base di un testo epigrafico di età adrianea, rinvenuto nella prima metà del secolo scorso, ed oggi disperso, che riporta la dedica dei coscritti trebulani all'imperatore Adriano (117-138 d.C.), citando Juppiter Trebulanus, divinità alla quale era dedicato il tempio e che dà il nome al vicus, è possibile dare una identità storica al sito non altrimenti documentato, se si fa eccezione delle due epigrafi. La Regina sostiene che Trebula potrebbe essere, insieme a Cluviae e Juvanum, il terzo municipio fondato dopo la guerra sociale, pertinente ai Samnites Carricini, iscritti alla tribù Arnensis e i trebulani, i Caretini supernates del passo pliniano. Gli scavi effettuati a partire dal 1990, hanno evidenziato le strutture medioevali che hanno occupato completamente l'area sacra sannitica, sconvolgendo e distruggendone la sequenza stratigrafica, pur confermando la frequentazione del territorio a partire dal III secolo a.C. La chiesa segue l'orientamento della struttura italica (ingresso a sud-est) ed è costituita da tre navate, terminanti con tre absidi. E' il risultato di tre interventi cronologicamente distinti, che si articolano tra il IX e il XIV secolo d.C. Lungo il perimetro della chiesa sono state individuate delle sepolture, prive di corredo funerario, addossate al plinto del podio del tempio. Le strutture in alzato, conservate, evidenziano il reimpiego di materiali pertinenti il tempio sannitico. La registrazione capillare delle tecniche edilizie usate e la conseguente seriazione del materiale, hanno consentito di effettuare uno studio del sito, ricostruendo anche gli elementi più antichi. L'area sacra è circondata da una zona di ampiezza imprecisabile, occupata dalla sistemazione urbana di epoca romana. Della città in sé non è stata trovata alcuna traccia, poiché gli interventi di scavo hanno privilegiato le aree adiacenti al tempio; l'unico edificio civile parzialmente visibile è l'anfiteatro. Si è riportata alla luce parte dell'arena scavata nel terreno e delimitata da un muro, con paramento interno in opera quasi reticolata. Un ingresso principale si trovava a sud, lungo il lato minore, ed uno a ovest, lungo il lato maggiore. L'arena presenta gli assi rispettivamente di 33 e 30 m., dei muri che la circondano si conservano solo brevi tratti, arco con volta a botte del corridoio, parte del rivestimento delle gradinata e del balteo; si tratta di fusti di colonne recuperate dal tempio italico e reimpiegate. Ciò attesta che al momento della costruzione del teatro, alla fine della età augustea, il tempio era già crollato e il santuario aveva perso la sua funzione. Dal punto di vista topografico siamo ai limiti della città, in presenza di un edificio che per la sua stessa funzione, legata a spettacolo gladiatori, particolarmente diffusi nel Sannio, costituiva un elemento aggregante per persone non necessariamente residenti nel centro urbano, mentre da verificare è il richiamo esercitato dal santuario. Il santuario italico, che è risultato occupare un sito frequentato già dal II millennio a.C., ha il recinto sacro. Di questo sono stati scoperti dei tratti in opera poligonale, di accurata fattura, con simbolo fallico, riprodotto in un rilievo dell'angolo nord-est, che delimita un'area di 52,25 x 43,17 m. L'area sacra, lastricata con basoli poligonali, si apre verso il Sangro come una terrazza sostenuta da un muro in opera quadrata. Sul basolato si individua lo spazio destinato all'altare, per la sagoma tracciata, per la sua imposta, per la riquadratura che lo delimita. Del podio del tempio, orientato nord-sud è venuto alla luce il lato nord, relativamente alla cella (14 x 9 m.), presso l'abside della chiesa. Presentava nella globalità le dimensioni di 19,70 x 14,50 m. Il suo profilo è canonico: plinto, cornice di base, parete e cornice superiore, che ricorre anche in altri santuari del Sannio. All'interno presenta blocchi non squadrati, mentre le lastre di rivestimento esterno hanno al lato fasce di anathyrosis e che per l'assemblaggio sui blocchi della cornice inferiore, presentano lettere osche incise. Le lastre per la pavimentazione della cella sono rimaste in situ al di sotto della parete E della chiesa e recano le impronte dei blocchi verticali. Nella zona antistante il tempio si è riportato alla luce il lastricato dell'area sacra a basoli. Il materiale impiegato per la costrizione delle strutture è il calcare locale di cui è stata localizzata la cava di estrazione a breve distanza, in quanto sui blocchi sono evidenti i piani di distacco e i fori di preparazione. A causa della distruzione degli strati archeologici dovuta all'insediamento medievale, il periodo della costruzione del santuario di Quadri si può determinare solo con il paragone con il tempio maggiore di Schiavi d'Abruzzo, nel corso del II secolo a.C., quando in seguito alle guerre, un diffuso fenomeno di evergetismo porta ad investire i guadagni negli interventi pubblici, principalmente nell' edilizia sacra.
Informazioni:  Municipio tel. 0872-945129
Quadri, resti della chiesa dello Spirito costruito sul podio del tempio italico dell'antica città di Trebula