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Siti Archeologici Provincia di Teramo

Ripoli

Comune:  Corropoli
Frazione:  Ripoli
Tipologia:  Sito preistorico
Come arrivare:  A24 RM-TE uscita Teramo/ A14 direzione Ancona uscita Val Vibrata/ proseguire lungo la SP 259 direzione Corropoli da Napoli: uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ A25 direzione Pescara/ A14 direzione Ancona uscita Val Vibrata/ proseguire lungo la SP 259 direzione Corropoli
Notizie:  Lungo la SS 259 che collega S. Egidio alla Vibrata ad Alba Adriatica è sita l'area archeologica di Ripoli. Gli scavi iniziati dal 1870 hanno portato alla luce un villaggio neolitico oggi considerato una pietra miliare nella preistoria Italiana. Il villaggio, posto sul limite del terrazzamento naturale, è caratterizzato da una elevata densità di capanne poste lungo l'alveo del fiume. Tale villaggio si sviluppa su un sito precedentemente occupato da un insediamento del mesolitico. Fu scavato dal 1960 a 1965 e nel 1970 dall'Istituto di Antropologia e Paleontologia Umana dell'Università di Pisa. Vennero individuate 22 capanne cinte da un fossato. Lo studio dei materiali provenienti dalle capanne ha consentito di cogliere li sviluppo del villaggio la cui vita ebbe la durata di almeno 500 anni. Dalla frequenza delle classi ceramiche il Cremonesi, dalle forme vascolari, dalle anse, dalle museruole e dall'industria litica ha distinto tre gruppi di capanne (Ripoli I, II e III). A Ripoli I appartengono capanne reniformi o a profilo ellissoidale, nelle quali è presente molta ceramica figulina, mentre risulta quasi assente la ceramica grigio-nerastra fine. In Ripoli III è bassa la percentuale della ceramica figulina, in Ripoli II ci sono valori intermedi. E' evidente la distribuzione dei manufatti nel primo gruppo più arcaico, in modo differente da Ripoli III. I morti venivano sepolti in fosse comuni che contenevano da due a quattordici scheletri. L'assenza in Ripoli I di pesi da telaio e di museruole lascerebbe adito all'ipotesi che la tessitura abbia avuto inizio con la fase recente. Il materiale litico restituito è di notevole qualità. Ceramica comune, decorata con motivi geometrici, è stata rinvenuta sia all'interno che fuori le capanne, ma tracce di bruciato si sono rinvenute solo nello spazio circostante le capanne. Ciò consente di affermare che i focolai si trovavano all'aperto. I fondi delle capanne sono di forme e di dimensioni diverse: a più ambienti conservano l'accesso a dromos. Intensi erano i commerci praticati dalla cultura di Ripoli con gli altri siti posti sulla sponda opposta del Mediterraneo dove sono stati rinvenuti molti frammenti della produzione ceramica di Ripoli. Il villaggio continua ad espandersi e nella produzione litica e ceramica si aggiungono pian piano nuove tipologie e nuovi strumenti. All'interno del villaggio è collocata anche la necropoli caratterizzata da grandi fosse comuni scavate nella ghiaia. Gli inumati, posti in posizione rannicchiata, richiamano l'immagine del feto nel grembo materno. Nel 1913 fu rinvenuta la tomba della donna con il cane: la defunta, rannicchiata, è affiancata dal cane sepolto ai piedi della padrona. Ciò attesta la pratica dell'addomesticamento degli animali già nel Neolitico.
Informazioni:  Municipio tel.0861-80651